Firenze – Oltre 2.300 persone riunite in piazza dell’Isolotto per “Tutti in piazza”, l’evento del Pd fiorentino convocato per convincere quelli che ancora non hanno deciso per chi votare e rischia di rimanere l’unico grande appuntamento del partito prima del 25 settembre dal momento che ormai è quasi sicuro che il segretario nazionale Enrico Letta non verrà a Firenze, considerata blindatissima per i Dem. Ma intanto la festa c’è stata lo stesso in un pomeriggio all’insegna dei giochi e degli intrattenimenti per i bambini e per le famiglie, momenti musicali e culturali con ospite clou l’attore Stefano Massini e l’intrattenimento di Kagliostro in attesa degli interventi politici veri e propri. Presente tutto lo stato maggiore del Partito Democratico fiorentino: i candidati alla Camera all’uninominale Federico Gianassi ed Emiliano Fossi, i segretari cittadino e metropolitano Andrea Ceccarelli e Monica Marini, la segretaria regionale Dem Simona Bonafè che ha aperto la manifestazione e naturalmente il sindaco Dario Nardella che ha chiuso l’incontro reduce da Monza per “I Comuni per l’Italia”, l’altro grande appuntamento che ha chiamato a raccolta quasi 500 sindaci del centrosinistra in piazza Roma nel cuore del grosso comune brianzolo fra l’altro in concomitanza con il raduno della Lega a Pontida.
“Questa è la piazza della riscossa – aveva detto Nardella a Monza prima di lasciare la città – . Quella dell’Italia democratica e progressista. Mentre a Pontida si fa il tifo per Putin, noi siamo per un’Europa più forte. Questa non è una anti Pontida ma la dimostrazione che c’è una buona amministrazione. L’Italia come Monza: domenica si può fare (il riferimento è al neo sindaco Paolo Pilotto eletto in una delle roccaforti leghiste per eccellenza ndr). Sono sindaco di una coalizione di 11 gruppi coraggiosi che sanno lavorare insieme. La nostra forza è saper leggere i bisogni della gente. Abbassando i toni e l’aggressività verso le persone”.
E di riscossa, valori condivisi, diritti conquistati e soprattutto di lavoro si è parlato anche in piazza dell’Isolotto, uno dei luoghi storici della sinistra fiorentina in quella che è stata capita come la risposta Dem al “tutto esaurito” di Giorgia Meloni di qualche settimana fa al Mandela Forum. “Dobbiamo vincere per amore delle nostre città – ha esordito il primo cittadino di Firenze – e difendere i diritti sociali e civili che abbiamo conquistato. C’è ancora il 40% di indecisi, prendiamo ogni giorno cinque persone e parliamo con loro, possiamo cambiare il risultato che il centrodestra considera già scritto. I 5 giorni che mancano scriveranno i 5 anni che abbiamo davanti. La nostra è una città che guarda al mondo e il 25 settembre milioni di italiani staranno anche attenti alla credibilità: quella di chi ha dimostrato di saper governare. Costruendo le nostre città, anche durante i mesi del Covid: noi c’eravamo accanto ai nostri cittadini, loro erano buoni solo a criticare”. Che poi aggiunge: “Il Pd è l’unica forza politica che può contendere il risultato al centrodestra. In questi giorni emergono i nostri argomenti, il buon lavoro fatto, specie nelle città amministrate e noi non spariamo proposte assurde come la flat tax che colpisce i più deboli. Noi facciamo proposte serie come la quattordicesima mensilità per i lavoratori dipendenti, come un ulteriore taglio al cuneo fiscale. E ancora siamo per una sanità pubblica e sul territorio”.
Stefano Massini sottolinea che fra una settimana “in questo paese rischiamo di svegliarci con qualcuno che pensa che Orban sia il modello da seguire” e strappa l’applauso commosso della gente quando ricorda l’ennesimo giovane morto durante uno stage di lavoro schiacciato da una lastra. Chiude Federico Gianassi, candidato alla Camera: “Vedo una grande piazza popoplata e appassionata, una piazza che ci porterà a vincere, perché in piazza noi ci siamo sempre stati, non come la destra che si vede qui solo in campagna elettorale”. L’appuntamento di ieri all’Isolotto dunque potrebbe essere l’unica grossa manifestazione del Pd sul territorio comunale. Il 23 settembre il Partito Democratico fiorentino è stato chiamato a raccolta alla chiusura della campagna elettorale a Roma: dunque il 22 è molto difficile che a Firenze possa arrivare Enrico Letta che è più probabile vada a Livorno. Mercoledì 21 invece al teatro di Rifredi (ore 21) ci sarà Pier Luigi Bersani con Arturo Scotto.