Piombino, oltre duemila in corteo contro il rigassificatore

Piombino – Si parla di oltre duemila persone, per il corteo No Rigassificatore che oggi a Piombino, con manifestazione nazionale organizzata dalla Rete No Rigass No Gnl e dagli ideatori della campagna “Per il Clima, fuori dal fossile”, ha cercato di rimettere in discussione quella che di fatto è già una scelta presa, nonostante ancora penda il ricorso intentato dal sindaco Francesco Ferrari, FdI, al Tar. Un no, quello di oggi, che con ogni probabilità sarà l’ultimo, dal momento che verso metà marzo, secondo quanto annunciato, la nave-rigassificatore mobile entrerà nel porto di Piombino. Ed è proprio nella sua veste di sindaco e appartenente a Fratelli d’Italia che scattano le contestazioni al sindaco di Piombino, da parte in particolare della Sinistra presente in forze al corteo. Alcuni cittadini invece gli stringono la mano.

Una posizione difficile, quella di Ferrari, in quanto esponente del partito al governo favorevole all’operazione, mentre personalmente il sindaco è sempre stato contrario al rigassificatore a Piombino. Da un lato, alcuni ritengono la sua posizione troppo morbida, chiedendogli di bloccare l’opera, altri invece sostengon la sua decisione comunque di ricorrere contro la stessa. Nel corso del suo intervento, il sindaco ha precisato di mettere in atto una opposizione “non ideologica, ma tecnica al rigassificatore”, dal momento che le questioni poste riguardano questioni di sicurezza per la città.

 

Il corteo è partito verso le 14.20, da Largo Caduti sul lavoro, per dirigersi verso Piazza Bovio, dove è terminato. In circa tre ore di percorso, il serpentone si è fermato varie volte, e infine sono stati svariati gli interventi dal palco della piazza. Presenti fra gli altri, i Carc, i comitati no rigassificatore, No Tav, i sindacati di base fra cui Usb in forte numero e furgone, Cub e Cobas, ma anche gruppi di altre regioni come quello No Trivelle Marche. Tante bandiere del WWF e il Comitato dei parenti delle vitime della strage di Viareggio. Fra gli aderenti, M5S, Unione Popolare e Pap. Presente anche Rifondazione con il proprio segretario nazionale. Acerbo ha sottolineato il paradosso della transizione ecologica “sventolata” a parole, mentre si continua a far guerra e a investire su fonti energetiche fossili. Lungo il tragitto, che ha attraversato la città, molti negozi e case avevano in vista cartelli e slogan contro il rigassificatore. Il servizio di sicurezza delle forze dell’ordine era presente e discreto, rinforzato dopo i blitz di ieri sera, in cui alcuni gruppi avevano proiettato immagini con svastiche e facce di politici sui muri di alcuni edifici pubblici.

Tuttavia, il corteo è sfilato tranquillamente, nonostante qualche tensione nel corso e dopo l’intervento del sindaco Ferrari, che però ha lasciato senza incidenti piazza Bovio. Fra gli slogan, alcuni ricorrenti, come “Piombino è nostra e non si tocca”. Forti contestazioni anche per il presidente della Regione Eugenio Giani e nei riguardi di Snam.

 

 

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