Windows 8, in casa Microsoft qualcosa è cambiato

Il nuovo sistema operativo non delude

Mattia Lentini

22 Luglio 2009, Microsoft presenta al pubblico ciò che ancora oggi è un vero “state of the art operative system” che, per quanto correnti di pensiero opposte ma equamente ostili possano vederla diversamente sulla definizione, è il sistema operativo predominante sul mercato con un 52% di market share (contro il 26% di XP e circa il 10% di MacOsX). Il suo successo è tutt’oggi determinato da una grande scalabilità del sistema, in grado di girare fluido anche su netbook con potenze computazionali ridicole. 26 Ottobre 2012, Windows 8, il nuovo concept. Non è piaciuto a primo impatto, o almeno, non a tutti. Nonostante anche le prime developer preview fossero ampiamente stabili e utilizzabili ciò che l’utente non era pronto a vedere era l’interfaccia “Metro”, nome poi dismesso per motivi di copyright. Questa rappresenta la prima vera interfaccia utente Microsoft orientata ad un futuro dove il monitor lo pasticceremo bene con le dita, dove le finestre di casa saranno schermi da controllare con gesti, dove il tavolino (il primo Microsoft Surface) sarà un super tablet.

Una volta installato il sistema, in pochissimi minuti rispetto ai vetusti XP o Vista, compare questa giocosa e colorata interfaccia a rettangoli tematici, un po’ come se stessimo provando uno smartphone, ma tutto ciò non è casuale: il nuovo sistema operativo per telefoni Microsoft si chiama, guarda caso, Windows Phone 8 e condivide con la versione desktop lo stesso kernel di base il che permette di realizzare applicativi per entrambi i sistemi in un colpo solo, le così chiamate “app”. Alcune sono preinstallate nel sistema e sono molto utili come il PDF reader, un player video, uno audio, i classici canali della borsa, meteo, mail (molto ben realizzato), SkyDrive, calendario. Altri sono scaricabili dal Windows Store, anche se inizialmente saranno “solo” 5000. Sembrano tante, ma presto diventano briciole al cospetto delle circa 600’000 del PlayStore Google. La nuova interfaccia non mostra data e ora, se non nella prima schermata prima del login, il che può far storcere il naso, soprattutto a chi userà il sistema da un nuovo tablet con Windows 8 RT, come i nuovi Microsoft Surface, che non avranno la modalità desktop. Questa è la cruciale differenza tra le versioni RT e Pro: l’applicazione Desktop che permette di usare il pc esattamente come eravamo abituati con Seven. Di fatto, se non vi piacesse la nuova interfaccia colorata e pacioccosa potete gioire: potete anche non usarla in quanto aggiunge poco ad un utilizzo avanzato del computer, mentre semplifica molto alcune operazioni come magari controllare la mail in un secondo, seguire alcuni contenuti direttamente usando una app invece di surfare il web alla ricerca del suddetto. Non esiste il classico bottone “start”, ma in ogni angolo dello schermo vi è un’area sensibile che se selezionata attiva un menu specifico come quello di spegnimento o gestione, quello per vedere le app aperte in esecuzione. Problema: non è esattamente pensato per il mouse questo sistema e spesso vi troverete a fare mouseover in queste aree sensibili senza ottenere gran riposta dal sistema, molto più funzionale nell’uso touch. Insieme a questo nuovo Windows arriva il nuovo Internet Explorer, la versione 10, che prova a rivoluzionare ciò che il (pessimo) IE9 non è riuscito a portare a termine: accelerazione grafica efficace, modalità “Do Not Track” abilitata in default e nuova interfaccia pensata per il touch. Come in Windows Phone tutte le icone delle app sono animate e si chiamano Live Tiles e mostrano aggiornamenti di stato, news e nozioni di ciò che l’app aperta potrebbe darvi, ma in una piccola anteprima, molto pratica. Per gli sviluppatori questo è un terreno molto fertile che sarà in grande espansione nei prossimi anni, tanto fertile che Microsoft stessa è disposta a pagare chi produce software per lo store, dando loro il 70% del guadagno ottenuto dalle vendite sul singolo prodotto, tanto fertile che nemmeno Twitter ha ancora una app ufficiale per Win8 (ve ne sono molte alternative però).

Nel momento in cui si vuole essere produttivi però è necessario passare al Desktop classico, ciò a cui siamo ben affezionati dall’alba dei tempi. Windows 8 Desktop parte da un meraviglioso Windows 7 e amplifica la gestione dei dischi RAID, utilizza un nuovo sistema di backup cartelle e ripristino, molto simile a quello usato da Macintosh: la Time Machine. Entrano in gioco anche il nuovo task manager, stupendo, molto più completo di quello di Seven, con informazioni sull’utilizzo della banda, statistiche più dettagliate dei processi attivi e finalmente una buona gestione per chi ha più di un monitor, cosa che in passato era sempre lasciata in mano ad i driver video. Non è tutto rose e fiori: per gli hardcore desktop users il nuovo Windows appare molto semplificato, alcune features sono raggiungibili solo ricercandole (anche se quasi tutte sono rimaste) ed alcune se ne sono andate come Aero, i gadgets, alcune funzioni sul controllo gestione reti wireless e altro, molto più tecnico. Tutto sommato è un sistema operativo che venderà molto, è usabile da tablet, da netbook e la versione RT per processori ARM spopolerà con altre mille versioni di tablet che andranno ad intasare un mercato già pieno di prodotti dei quali non si sa bene quali siano validi e quali meno, se non perdendosi tra centinaia di recensioni e documentazioni tecniche. Riuscirà RT ad intaccare il dominio Android e iOS? Difficile, almeno per i primi 2 anni non c’è paragone, ma mai dire mai, anche se Microsoft con Surface è stata la prima a davvero centrare il concetto di tablet con tastiera nella cover, tutto in pochi millimetri di spessore.

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