Vita di un perdigiorno

Io, seduto sulla soglia, mi stropicciavo gli occhi assonnati. Come si stava bene al tepore del sole! Ma ecco d'un tratto che mio padre uscì di casa. Fin dall'alba aveva trafficato nel mulino. Col berretto da notte sulle ventité mi apostrofò: "Fannullone! Eccoti di nuovo a stiracchiarti al sole e a sgranchirti fino a rovinarti le ossa, lasciando a me tutto il lavoro. Non ti posso più dar da mangiare a ufo! La primavera è alle porte. Va' un po' anche tu per il mondo a guadagnarti il pane".
(Traduzione: Lydia Magliano)

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