Va bene, lo confesso. Il Crostolo è il mio canal Saint Martin. Non ci trovo nulla di ridicolo nello scambiare quel poco che rimane di un vecchio torrente che una volta era linfa della cittadina padana, per uno dei segmenti protagonisti dello stile branché della rive droite. Ben prima che si affacciasse il bel visino di Amelie Poulain sui ponti di ferro del corso d’acqua parigino, lì aveva preso vita un piccolo miracolo, a suon di ristrutturazioni “acciaio&vetro”, nuovi atelier da reperti industriali, bistrot, il tutto a sfamare una curiosa popolazione, estasiata da un luogo affascinante e finalmente abbordabile (ora non più!!) nel cuore di Parigi. Et voilà.
Bene, chiudete gli occhi: cancellate la Talpa nel Crostolo, i call center, le nutrie in cerca di abbeveraggio. Immaginate una stagione, ottobre: foglie ingiallite, colori pastosi, case alte, magari con un bovindo che spunta. Via Dalmazia, chiudetela al traffico: lasciate pure il passaggio a livello col trenino azzurro che va verso in pedecollina – molto old style – e inondatela di tavolini, bric à brac, negozietti vintage che si affacciano in strada, librai a esporre vecchi manifesti, qualche bottega artigiana. Un quartiere che cambia immagine e stile, e riacquista una nuova originalità, a un passo dal centro storico: farebbero a gara a comprarsi casa, rigorosamente ristrutturata. Sono impazzita? Può darsi, ma niente mi vieta di pensare che sarebbe fantastico.
