Versetti quasi ecologici

1422289835786img_articoloNon uccidete il mare,
la libellula, il vento.
Non soffocate il lamento
(il canto!) del lamantino.
Il galagone, il pino:
anche di questo è fatto
l’uomo. E chi per profitto vile
fulmina un pesce, un fiume,
non fatelo cavaliere
del lavoro. L’amore
finisce dove finisce l’erba
e l’acqua muore. Dove
sparendo la foresta
e l’aria verde, chi resta
sospira nel sempre più vasto
paese guasto: “Come
potrebbe tornare a essere bella,
scomparso l’uomo, la terra”.

Caproni è stato un poeta, critico letterario e traduttore italiano. Nato a Livorno il 7 gennaio 1912, studiò a Genova, ma visse quasi tutta la sua vita a Roma. Combattè nella Seconda Guerra Mondiale e prese parte alla Resistenza. Dopo la guerra insegnò per molti anni nelle scuole elementari e collaborò con diversi giornali e riviste scrivendo poesie ma anche saggi, racconti e traduzioni, soprattutto dal francese, di opere molto importanti di Proust, Maupassant, Flaubert. Studiò musica e compose poesie e sonetti già a partire dalle scuole magistrali. Scomparve a Roma il 22 gennaio 1990.

Sopra, il testo della poesia scelta dal Miur: si intitola «Versetti quasi ecologici», ed è contenuta nella raccolta postuma «Res amissa» (uscita nel 1991).

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