Vannacci a Firenze, Gavinana si prepara: “No a chi soffia sull’odio fra poveri”

Chiamata una manifestazione popolare “refrattaria alle provocazioni”

Firenze – Il generale Roberto Vannacci con i suoi seguaci dichiara che sa lui come risolvere i problemi di Firenze e , prima mossa, Futuro Nazionale si raduna fra la stele in ricordo dei 39 ragazzi (fra cui un bambino di 12 anni, Aronne Cavicchi) che a Pian d’Albero furono in parte uccisi, in parte catturati per poi essere impiccati a Sant’Andrea in Campiglia dalle squadracce nazifasciste, e il Memoriale dedicato alle vittime dei campi di concentramento. Oltre, ovviamente, a segnalare per un eventuale sgombero il Centro Popolare Autogestito, colpevole, oltre che di occupazione abusiva, anche, secondo gli schemi del generale e dei suoi, di spaccio di eroina, pur essendo cosa nota in città che storicamente una delle battaglie del Cpa è sempre stata il contrasto alla diffusione dell’eroina e alla piaga dello spaccio, a partire dal lontano 1989.

Sarà per queste scivolate, che ieri all’assemblea pubblica chiamata dal Cpa a Gavinana, si sono presentati in oltre un centinaio dei residenti del quartiere e gli interventi si sono susseguiti senza vuoti di parola. Perché ciò che è emerso subito chiaramente, dai cittadini agli organizzatori, è che quello che i seguaci di Vannacci hanno tentato di fare, ovvero trasformare il presidio annunciato in una sorta di partita fra FN e Cpa, non è stato accettato. Ciò che emerge invece è la convinzione che l’iniziativa “è messa in atto da un corpo estraneo, che tenta di introdurre sul nostro territorio il principio dell’odio fra sfruttati”, assicurando così la serenità di chi, su quelle povertà, prospera.

Estranei del tutto al tessuto del quartiere (la scelta dei luoghi lo dimostra), al sentire della maggioranza riguardo a temi come deportazione/remigrazione, negli interventi a microfono aperto di residenti e attivisti, viene segnalata da molti, oltre alla” volontà di provocazione”, il tentativo di sfruttare elettoralmente una facile ribalta mediatica in un territorio che, pur contraddittorio e complesso, è uno dei meno toccati dalle criticità legate all’ondata migratoria.

“Non è una partita fra Cpa e Futuro Nazionale – si chiarisce più volte negli interventi – ma fra FN e la città”. E perciò la risposta, come sottolineano i cittadini, deve essere “corale”, un no alle sollecitazioni alla semplificazione “migrante-criminale”, senza sottrarsi alle assunzioni di responsabilità, in prima persona, delle contraddizioni e criticità del territorio. Le iniziative, all’interno del corteo che dovrebbe percorrere le strade del quartiere, saranno svariate, fra tutte quella dell’Anpi che il 19 presiederà la stele in ricordo della Strage di Pian dell’Albero o i vari presidi che si terranno davanti ai numerosissimi circoli e Case del Popolo che costellano l’area. “Vogliamo essere sicuri che la cerimonia di commemorazione, che si terrà il giorno dopo ovvero il 20 giugno, si svolgerà senza sfregi o incidenti”, dicono dall’Anpi, ricordando che il generale e i suoi hanno persino centrato, con la scelta della data per la loro iniziativa, la vigilia della commemorazione della strage. A portare la solidarietà e la presenza al presidio, anche l’Anpi di Bagno a Ripoli, oltre a varie altre sezioni toscane.

Deludente, affermano in molti fra cui anche le sezioni Anpi, la risposta delle istituzioni, che, interpellate in varie sedi e gradi, non hanno messo sul tavolo posizioni chiare rispetto all’appuntamento, se non generiche prese di posizione, anche in sede del Comitato ordine pubblico, dove siedono insieme Comune, Questura e Prefettura. “Vorremmo fosse chiaro – dicono le associazioni intervenute e i cittadini del quartiere presenti ieri – che non siamo noi i provocatori. Quella che vogliamo dare è una risposta ferma cui possano partecipare famiglie, anziani, la gente che qui vive, lavora e socializza”. Partecipazione ampia, che significa anche gente alle finestre, battitura di pentole, bandiere.

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