Un clima di festa ha accompagnato il taglio del nastro del CoRe, il nuovo Centro oncoematologico del Santa Maria Nuova. Ad aprire la giornata inaugurale è stato il Grade, il gruppo che ha ideato e sostenuto anche economicamente il nuovo ospedale, che ha dato vita a un girotondo, una sorta di abbraccio simbolico alla struttura.
Nel pomeriggio è seguito l’evento clou: il taglio del nastro con il premier Matteo Renzi. In ritardo sulla tabella di marcia – “mi scuso del ritardo, ma mi sono fermato a casa di Delrio a mangiare i tortelli di Anna (la moglie del ministro, ndr) e a controllare se è aumentata la famiglia; è arrivato il nipotino Pietro…”, ha confessato più tardi lo stesso Renzi – il premier è stato accolto, tra gli applausi, dalle autorità al gran completo.
Nessuna contestazione, nessun fischio come nei giorni scorsi davanti ai commercianti. Al premier non sono arrivati neppure gli echi della manifestazione pacifica della mattinata, così come la “protesta” della delegazione dei lavoratori della sanità della Uil riunita davanti al S.Maria. I sindacati, invece, hanno consegnato al Presidente del Consiglio le cartoline firmate a favore del rinnovo del contratto del pubblico impiego.
“Il girotondo nella dimensione politica italiana è sempre stato un atto di protesta, sorridente e allegro ma pur sempre un atto di protesta – ha osservato Renzi -. Voi avete fatto un girotondo per abbracciare il vostro ospedale, è una cosa meravigliosa che l’Italia dovrebbe prendere ad esempio. Dobbiamo essere un Paese che torna a scommette sui proprio valori. Ci sono molto cose da fare. C’è il tema del fondo sanitario, bisogna aumentare i soldi sulla sanità e spenderli meglio”.
In platea, ad ascoltare il premier Renzi – accompagnato nella sua visita reggiana dal ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio – c’erano in tanti, troppi per i posti a sedere della tensostruttura allestita davanti al CoRe. Molti si sono dovuti accontentare di un posto in piedi. C’erano le autorità locali al gran completo, i vertici del S.Maria Nuova del presente e del passato, a partire dall’ex direttore generale Ivan Trenti. C’erano i medici, il personale infermieristico e tecnico dell’Ospedale. C’erano i sindaci della Provincia. Moltissimi gli esponenti del Pd, a partire dal segretario Andrea Costa. C’erano i renziani della primissima ora come Matteo Richetti e Beppe Pagani. E i molti “convertiti” al renzismo. Presenti i rappresentanti del mondo economico, tra gli altri, il numero uno di Confindustria Mauro Severi, il presidente del Credem (main sponsor) Giorgio Ferrari, il presidente nazionale di Federmeccanica Fabio Storchi.
Prima del premier erano intervenuti il direttore generale del S.Maria Nuova Antonella Messori, il sindaco Luca Vecchi, il presidente della Provincia Giammaria Manghi e il governatore dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini. “Questa città può dire al mondo di avere performance di livello internazionale nella sanità e nell’educazione”, ha fatto notare il sindaco mentre secondo Manghi “Il CoRe impreziosisce un sistema sanitario di primo livello che ha i conti in ordine”. Gli occhi sono già puntati verso quello che sarà il prossimo, ambizioso traguardo: il Mire. “Qui – ha osservato Bonaccini – c’è la dimostrazione di un’Italia che funziona”.