Moratoria dell’urbanistica a Firenze. Sono sempre di più le voci politiche, associazionistiche, ecclesiali e cittadine che stanno rivolgendo questa richiesta al Comune di Firenze capitanato dalla sindaca Sara Funaro, ma per ora le risposte della giunta sono negative. Anche l’Associazione 11 Agosto affida il proprio pensiero a una nota, e “si unisce alle tante voci che chiedono di invertire la rotta sull’urbanistica e nello specifico propongono una moratoria sulle scelte più critiche e a una variante di salvaguardia del Poc”.
“Non possiamo permetterci altri errori ed orrori – si spiega -. In particolare sulla zona Ogr, che non deve essere l’ennesima trasformazione in chiave speculativa, l’ennesimo consumo di suolo con creazione di nuovi attrattori di traffico e di scelte ambientalmente sbagliate, come la ‘Pistoiese Rosselli’, su cui si è pronunciata anche Arpat, e la tombatura del fosso Macinante. L’attuale maggioranza faccia tesoro di quanto la società civile sta chiedendo, mostrando davvero la spesso sbandierata ‘discontinuità’ rispetto al quindicennio Renzi-Nardella, il cui approccio ‘invest in Florence’ mirato all’attrazione di fondi d’investimento esteri ha dettato tutte le principali trasformazioni”. “Si sono pronunciati in tanti: ex amministratori, ambientalisti, famiglie storiche, comitati di cittadini, personalità ecclesiali come padre Bernardo, editorialisti, Arpat – conclude l’Associazione -. Lo facciamo anche noi: invertiamo la rotta, si accolga la richiesta di moratoria”.
Sulla questione dell’ Ogr e specificatamente sul nuovo asse viario conosciuto come Pistoiese Rosselli, interviene intanto in Consiglio Comunale il consigliere Dmitrij Palagi, capogruppo di Sinistra Progetto Comune, che chiede alla giunta, davanti a pareri importanti come quello di Arpat, e alle criticità emerse, di considerare “l’opzione zero”. ” È emerso come i pareri di Arpat abbiano portato il Comune di Firenze a ritirare la documentazione presentata, per modificare i progetti della nuova viabilità, al fine di chiedere ulteriore eventuale valutazione”, si legge nella nota allegata che riporta l’odg presentato da Spc. Inoltre, Arpat avrebbe chiesto ” esplicitamente di considerare l’”opzione zero”, cioè di non realizzare la nuova viabilità cosiddetta Pistoiese-Rosselli, tra le varie prospettive”. Infine, Arpat avrebbe suggerito anche di prendere in considerazione “l’opzione di realizzare contestualmente gli interventi per la linea tranviaria 4.1 e quelli della cosiddetta Pistoiese-Rosselli”.
“L’opzione zero non è oggi presa in considerazione, politicamente, dal Partito Democratico, quando si parla di costruire una nuova strada, la cosiddetta Pistoiese-Rosselli – commenta il capogruppo Spc Dmitrij Palagi – proviamo a chiarire ciò che nel dibattito dell’aula potrebbe essere apparso confuso: se Arpat non darà parere favorevole, occorrerà una Valutazione di Impatto Ambientale, all’interno della quale è di per sé prevista anche l’ipotesi di non fare l’opera. Ma Palazzo Vecchio ha provato a chiedere se era necessaria o meno la VIA, visto che la scheda del Piano Operativo dà per scontata l’infrastruttura, che è integrata all’appalto della linea 4.1 della tramvia”.
“Insomma, noi oggi chiedevamo di prendere atto della situazione. La mobilità pubblica sta andando avanti nella progettazione, quella privata è in alto mare. Allora vediamo come sarebbe il futuro della Città con nuove linee tranviarie e nessuna nuova strada a favore del traffico veicolare privato? Prendiamo atto che PD e Lista Funaro non vogliono nemmeno prendere atto della realtà. Peccato. Comunque non finisce certo qui. Ma non perché decidono “Palagi o Budini Gattai”, ma proprio perché la politica passa dalle discussioni nelle assemblee elettive”, conclude Palagi.