Un ballo apotropaico, contro la paura e la violenza che la produce. Oggi, in piazza della Repubblica, accompagnate da mariti, figli, padri e compagni di vita e amici, ci sono state le donne. Fantastiche, generazioni gomito a gomito, donne che si sono lanciate nella danza per spazzare via la violenza che insidiosa si stringe sempre di più nei bui antri della famiglia, nell'animo del marito, dell'amante che non lascia scelta a quella donna che è insieme corpo ma soprattutto essere pensante capace di decidere. No, è questo, mi dicono le poche donne che hanno voglia di parlare, che ci vogliono togliere, la capacità di decidere cosa e come e dove e con chi, vivere. Tragiche coincidenze, qualcuna, come Elisa, pensa con sgomento all'ultimo omicidio di donna, fresco di questa mattina, quello di Pistorius, il campione olimpionico che ha freddato la fidanzata. Incidente, tragico equivoco, chissà: ma oggi ha una luce particolare, questo tragico caso che vede comunque, ancora una volta, una donna involontaria protagonista.

Ma intanto, attorno, impazza il ballo. Quante saranno? Tante, la piazza è strapiena. Si comincia con la poesia, recitata prima in inglese e poi in italiano, ma la folla è tanta, non si riesce a sentire ovunque. Qualche spinta, risate, gomitate e appalusi a mani levate. Anche se non si sente, gli applausi sono per loro, per tutte, per noi. Poi, spettacolo di marionette, bocca grossa e rossa contro la violenza. Anche qui, troppa folla, si sente poco, pochissimo, ripartono gli applausi, per tutte, per noi. E infine, dalle casse di Paskowskij parte la musica, questa sì, sebbene un po' soffocata, coinvolge tutti e tutte, si comincia a ballare, chi si dimena, chi grida a ritmo, chi alza le mani, farfalle che volano contro violenza, sopraffazione, morte. Sì, le donne oggi hanno voluto sorgere, alzarsi. E, se è vero che niente va perduto, in questo pianeta dove anche i battiti delle ali delle farfalle tropicali possono provocare tempeste, tutte quelle mani, in tutto il mondo, riusciranno a provocare un grande vento. Che spazzerà, come dice Lucia, ragazza di liceo, la violenza, la sopraffazione, la morte. E infine, a gran richiesta, ancora, una volta ancora, perchè qualcuno si è perso, qualcuno non ha sentito, riparte la musica, c'è il bis. E, se fosse per le donne che restano, resistono, si guardano negli occhi, si salutano, forse, da quella piazza, non si verrebbe mai via.

