Uniti per il reddito, folto presidio dell’Usb in Prefettura

Firenze – Grande iniziativa comune in 25 piazze italiane, dal nord al sud della penisola, per l’Usb, che ha chiamato a raccolta i lavoratori sotto lo slogan: “Uniti per il reddito”.

“Essere poveri oggi  è un peccato mortale”, sintetizza Stefano Cecchi, Usb toscana, nel corso del suo intervento sotto la Prefettura fiorentina.

“Il problema della povertà, oggi, al contrario di trent’anni fa – continua Cecchi – è completamente diverso. Oggi il povero non è “solo” chi dorme alla stazione e vive per strada, oggi povero è chi lavora. C’è stata una sentenza qualche gorno fa, della Corte d’Appello di Milano, dove condannava l’Atm i primo luogo in quanto pagava salari da fame, pari a 4 euro e 60 centesimi all’ora, lordi, al personale di vigilanza, che si vede applicare un contratto collettivo nazionale di lavoro che non è un contratto pirata, ma è un contratto sottoscritto dalle organizzazioni sindacali confederali. di chi è la responsabilità? E’ di scelte politiche chiare fatte in questi anni. Il lavoro povero è quello che non permette di pagare le bollette e l’affitto, che non permette di costruire una famiglia. Dunque, il problema fondamentale in questo Paese è il problema del reddito”.

Circa il reddito di cittadinanza, “Si sono accaniti contro l’Rdc – spiega Cecchi – ma il motivo per cui non lo vogliono è che si vuole costruire una massa di schiavi a basso costo. Il reddito di cittadinanza ha invertito alcune tendenze”, in particolare dando una capacità seppur minima di rifiuto di condizioni di lavoro umilianti.

Un presidio, quello fiorentino, partecipato anche per quanto riguarda gli interventi. Dario Furnari, USB, tocca anche la corda dell’autonomia differenziata, che significa “regionalizzare settori che per noi devono essere statalizzati, scuola, sanità, significa trasformare l’Italia in un insieme di Paesi” dove inevitabilmente si affievolisce la tutela del lavoro, le difese sociali, si creano paesi di serie A e di serie B, con forti ricadute sui laboratori. Dunque, no autonomia differenziata, difesa a tutto tondo di reddito di cittadinanza e salario minimo, per tutelare la dignità e la possibilità di condurre un’, esistenza libera e dignitosa si lavoratori.

Interventi anche di Miriam Amato e Mario Carluccio, USB, e del consigliere comunale Dmitrij Palagi.

“Il reddito non va abolito, ma ampliato – di legge nella nota dell’Usb – Di fronte al carovita e alla crisi, infatti, il reddito può dare una risposta a quella parte della popolazione italiana che più sta pagando gli effetti della situazione. Ribadiamo, inoltre, la necessità di un innalzamento generale dei salari: l’abolizione del reddito, infatti, altro non è che un tentativo di costringere i percettori ad accettare lavori indecenti”.

 

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