Firenze – Il 5 maggio di sedici anni fa ci lasciava Gino Bartali. Domani giovedì ricorre l’anniversario della scomparsa e l’Associazione Amici del museo del ciclismo a Ponte a Ema, diretta da Andrea Bresci, commemora quella data, insieme ad un centinaio di “vecchi” amici di Ginettaccio.
Il programma per la commemorazione comprende alle ore 10 l’apertura straordinaria del museo; alle ore 11 la Santa Messa nella Chiesa di San Piero ad Ema celebrata da don Giulio Cerri (tifosissimo di Bartali). Quindi la visita alla tomba del campione che riposa nel cimitero adiacente la chiesa.
A mezzogiorno l’incontro dei promotori di questa iniziativa, guidati da Andrea Bresci, con gli ospiti intervenuti alla cerimonia. Questo incontro è fissato nella sede del museo inaugurato nel 2006 e sempre gestito dall’Associazione Amici del museo fino ad ottobre scorso quando la gestione è passata al Comune di Firenze che lo tiene aperto solo 13 ore la settimana (3 ore il venerdi, altrettante il sabato e 7 ore la domenica). Ed è presente soltanto un vigilante.
Dunque sono tanti ed importanti i problemi di quella struttura che se non risolti finiranno per portare il museo al fallimento. Servono un progetto di rilancio, l’apporto di esperti del settore museale, risorse da investire in iniziative promozionali, ed i cimeli di campioni più recenti (ora ci sono quelli di Gino Bartali e Gastone Nencini (e qualcosa di Franco Ballerini).
I cimeli, ad esempio, di Gimondi, Pantani, Moser, Saronni, Bitossi, Cipollini, Bettini per attirare l’interesse anche degli appassionati di ciclismo più giovani. E magari di altri meno famosi perché Bartali al momento in cui fu deciso di costruire il museo disse : “Sono d’accordo per la nascita del museo, ma deve ricordare anche i gregari che forse fanno più fatica dei campioni e dei quali nessuno parla mai”.
La commemorazione di domani giovedi si concluderà con un convivio – in un salone del museo – durante il quale saranno proiettati filmati, alcuni inediti, relativi ad imprese della straordinaria carriera di Gino Bartali.
Dei tre figli di Bartali ci sarà Luigi (assenti gli altri due Bianca Maria ed Andrea); Renato Giusti, un veronese bartaliano di vecchia data, che consegnerà ad Andrea Bresci 300 magliette con impressa la figura di Bartali; Andrea Vannucci assessore allo sport di Palazzo vecchio; Eugenio Giani presidente del Consiglio della Regione; l’ex campione Roberto Poggiali; diversi “vecchi” amici di Bartali provenienti alcuni da Terracina, altri da Cervia, altri ancora dal Mugello; presidenti di società ciclistiche tra i quali Renato Masini dell’Aquila Ponte a Ema e Giuliano Cenni dell’Itala Ciclismo di San Bartolo a Cintoia.
Rimane da aggiungere che da venerdi prossimo al 22 maggio il museo resterà aperto tutti i giorni dalle ore 10 alle ore 18 in quanto in quel periodo il Giro d’Italia sarà in Toscana.