Firenze – Pubblico numeroso e attento, ieri, per la presentazione del libro “Un camper per il morto” prsso Ibs, dello scrittore-zoologo Marco Vannini. Un libro singolare, dalla trama complessa che non concede un minuto di rallentamento nel perfetto e vertiginoso concatenarsi degli eventi, quello del professor Vannini, perfettamente riconoscibile nella definizione del filosofo Alessandro Pagnini, “un hard boiled moderato”. La semiologa Patrizia Magli si è soffermata sulla densità della descrizione degli eventi, una densità narrativa fatta di particolari concreti che, ben lungi dal distrarre il lettore dal filo narrativo, ne divengono componenti essenziali.
“Un camper per il morto” è il terzo volume edito dalla collana Blogging di Stampeditore, che vanta una trama che, seppur ispirata all’hard boiled classico, si misura con l’ironia toscana e la divertita partecipazione del narratore, pieno, come ha rilevato Pagnini nella sua presentazione, di “una grandissima compassione umana”, dove compassione sta per il significato originario del concetto, vale a dire “patire con”, soffrire insieme …. vivere insieme.
Una sottolineatura particolare per lo stile dell’autore è giunta da Patrizia Magli, che ha fatto emergere il gusto del ricercatore per la precisione del linguaggio e per l’amore del dettaglio. Tutto ciò dà alla prosa di Vannini un fascino singolare, dove dettagli, riflessioni, caratteri e turbinìo dell’azione si sposano in un cocktail che lascia senza fiato.

