Un camaleonte chiamato Fiorentina

Un’annata strana, quella della Fiorentina. Una nave che perde pezzi e imbarca acqua da tutte le parti, che non può fermarsi in una darsena sicura e continua a navigare (incredibilmente spedita), riparando le falle con mezzi di fortuna, di volta in volta. A me filosofo fa riflettere anche su che cosa significhi “identità”, sempreché parlando di calcio la parola voglia dire qualcosa. Si diceva all’inizio che l’identità della Fiorentina, con l’innesto di un attacco tutto nuovo (Rossi-Gomez), sarebbe stata diversa; qualcuno addirittura temeva che rinunciare a quel gioco senza attaccanti di ruolo che ci aveva fatto ammirare l’anno scorso fosse un’imprudenza, e in ogni caso, come minimo, la perdita di quel crisma che aveva fatto assimilare il nostro al gioco del Barcellona rendendoci unici in Italia. Ma non c’è stato modo di giocare davvero col gioco nuovo, perché, in quelle prime partite, Rossi non era ancora lui, e Mario non era ancora Super. Poi gli infortuni e le emergenze. Ricordo che abbiamo perso con l’Inter in una fase di partita in cui non erano in campo Rossi, Gomez, Cuadrado, Pizarro e, se non ricordo male, Gonzalo: e cioè l’asse “identitaria” della nostra Fiorentina, qualsiasi modulo venisse adottato. Con pazienza la squadra si è ricostruita, somigliante a quella dell’anno scorso, ma con correzioni rese necessarie dall’esplosione di Cuadrado, per esempio, e dal bisogno di creare spazi vitali per giocatori, soprattutto alcuni di quelli nuovi, non tanto adatti a palleggiare nello stretto. Tutte le volte che una soluzione sembrava definitiva, ecco l’imprevisto, o il ripensamento di un tecnico del quale tutto si può dire, ma non certo che sia pregiudizialmente attaccato a un’idea di gioco. E allora Pizarro, che prima era dichiarato insostituibile e che poi pareva definitivamente accantonato per Ambrosini o per Mati Fernandez, ecco che riappare e sembra ora irrinunciabile in un centrocampo tutto qualitativo. O Ilicic, proprio quando sembrava giocoforza il vice-Rossi designato, perché il solo adatto a giocare dietro a una punta, proprio quando arriva dal mercato la punta vera che può sostituire Gomez, ecco che finisce in panchina perché Montella vede meglio un 4-3-3 con due esterni larghi a velocizzare e a crossare.
La partita di domenica a Catania parrebbe sovvertire di nuovo certezze acquisite. E dunque non è peregrino star qui a indovinare le soluzioni che ci proporrà in divenire Montella, perché ormai la squadra viola che va in campo, come anche il modulo adottato, potrebbero essere quotati al Match Point, tanto sono aleatori e imponderabili. Al momento, tutto ruota intorno alla novità (e che novità!) Matri, e alla sua straordinaria presenza in zona gol. Fatto del tutto inedito, perché neanche il Rossi dei 14 gol si faceva trovare in area a finalizzare le azioni in quel modo. E allora si ripeterà l’attacco “classico” di Catania col centravanti e le due ali? Si incentiverà negli esterni l’attitudine al cross in velocità? È probabile, ma io continuo a credere che Montella abbia in mente, salvo scelte diverse commisurate a una qualche esigenza contingente, di stabilizzare un 3-5-2, l’unico che potrà contemplare la coesistenza di Gomez e Matri. Uno schema che ricorda la Nazionale di Lippi con Gilardino e Toni insieme, e che però non è mai stato ripetuto da nessuno con successo, e che dunque richiederà molto lavoro, e molte idee a supporto. Uno schema che, richiedendo tempi di gioco e movimenti del tutto diversi da quelli visti finora, ci farà trepidare al cospetto di un’altra “identità”. Intanto però si è perso per un mese anche Tomovic; uno di quelli che ci eravamo abituati a considerare intoccabili, soprattutto in una difesa a tre a lui più congeniale. E allora eccoci di nuovo a riparare una fiancata che imbarca acqua. Silvestre, Burdisso, visto che il mercato ancora aperto ci può soccorrere? Per una difesa a tre sarebbero l’ideale. Ma se poi Montella insistesse con la difesa a quattro? Allora tornerebbe urgente trovare un terzino destro che sappia meglio giocare sulla fascia. E forse proprio dal prossimo acquisto scopriremo di più le intenzioni di Montella. Fino a smentita, ormai forse più probabile di una conferma!

Alessandro Pagnini

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