Quando leggo notizie come quella che ieri ci è arrivata dalla Puglia non posso non pensare a quei famigliari a cui è squillato il telefono.
E che sono corsi sul luogo del disastro. I loro cari erano pendolari, studenti o viaggiatori verso un aeroporto. La normalità che viene stravolta da qualcosa che non va. Ci sarà il momento per capire cosa è successo e se ci sono responsabilità.
Ma da persona che si occupa della cosa pubblica e di trasporto pubblico locale faccio una considerazione che mi nasce spontanea, insieme al dolore.
Ogni volta che qualche amministratore considera i servizi di trasporto pubblico uno spreco di denaro o un settore da dismettere, sta facendo un torto a tutte le persone che usano il treno o il bus per condurre la propria esistenza.
Sono queste persone le prime da tutelare. Non bisogna ricordarsene solo davanti alle tragedie.
