Tra l’immagine del bimbo siriano annegato sulle sponde turche mentre cercava con la famiglia di raggiungere approdi più felici (immagine che ha già straziato il mondo e in questa sede da non riproporre) e quelle della coppia di Palagonia, trucidata da un sedicente rifugiato per una manciata di euro, c’è in mezzo un mare di sentimenti contrapposti ma pochissime sintesi possibili. O un anarchismo buonista che avrà l’effetto di procrastinare tragedie epocali o un populismo razzista che farà altrettanto.
Per evitare entrambe queste derive, peraltro già in atto, ci sono pochissimi punti di ripartenza. Il primo: l’origine del Male. La colpa di ciò che accade non è di Salvini e nemmeno di Renzi-Alfano, neppure della Merkel o di Obama. L’esodo biblico che sta caratterizzando particolarmente una parte del mondo si giustifica solo nella consapevolezza che quelle famiglie cercano rifugio da un contesto culturale e religioso semplicemente bestiale. Che per motivi diplomatici, almeno ora, appelleremo come generico integralismo. Col quale la nostra visione del mondo si scontra da sempre e per sempre continuerà a scontrarsi. Questa certezza storica da cui partire non deve però attenuare la ricerca di una convivenza pacifica con le persone, di ogni nazione e fede.
La seconda: oggi più che mai c’è bisogno di moralità e identità politica come se piovesse. Da una parte pietas senza se e senza ma e accoglienza generosa per chi scappa dall’orrore, dall’altra però punizione senza pietà per chi arriva da noi per delinquere. Tertium non datur. E di un’Europa che tenda a un nuovo Rinascimento umanistico fondato sulla solidarietà tra i popoli.
Solo così, non certo con mille e incomprensibili regole l’una in contraddizione con l’altra o letture ideologiche e strumentali della realtà, si eviterà la certificazione dell’inutilità della classe dirigente italiana. O addirittura della dannosità di un’Unione europea composta da burocrati e finanzieri intenti a battere moneta unica per rimpinzarsi di denaro fottendo il prossimo. E chiusi nei palazzi-postribolo di Bruxelles e Strasburgo con interminabili codazzi di mantenuti sovranazionali. Mentre i loro figli e i nostri bambini muoiono annegati sulle loro e nostre sponde, per sempre naufraghi nell’eterna e sacrosanta ricerca di una vita migliore.