Tutti hanno il diritto di essere e di sentirsi sicuri perchè senza sicurezza per la propria incolumità manca una componente fondamentale della libertà.
Il tema della sicurezza dei cittadini è però stato troppo spesso strumentalizzato a fini propagandistici, specie in periodo elettorale.
I cittadini sono oggi vittime di un forte senso di paura: hanno paura della criminalità organizzata, hanno paura di aggressioni violente a donne, minori o persone anziane, hanno paura dei reati predatori, degli scippi, dei furti nelle loro case, delle truffe nei confronti delle persone più fragili.
Anche se a livello sia nazionale che locale è stato evidenziato il calo di tutti i tipi di reati, i cittadini hanno diritto di essere difesi e rassicurati. Certamente non meritano che le forze politiche oggi al governo fomentino e sfruttino questa paura per giustificare le loro politiche. La paura non va sottovaluta ma va affrontata con provvedimenti concreti ed efficaci, come quelli messi in campo dal Ministro Minniti.
La risposta alla paura non può consistere nell’alzare ulteriormente il livello della violenza, promuovendo un’autodifesa incontrollata o il moltiplicarsi di “ronde” illegali e spedizioni punitive. La “giustizia fai da te” non risolve i problemi ma li accresce.
La risposta alla paura deve passare dalla fiducia nelle forze dell’ordine, dall’aumento dei loro organici, dalla più razionale distribuzione ed utilizzazione di tali forze sul territorio. Per questo chiediamo con forza che sia attuato il piano di assunzioni straordinarie delle forze dell’ordine già deliberato lo scorso dicembre dal precedente governo.
Deve inoltre passare dai rafforzati poteri dei sindaci che più di ogni altro conoscono la realtà dei loro territori, sulla strada già avviata dalle norme emanate sempre dal precedente ministro Minniti.
Deve passare dal ripensamento delle norme penali ma soprattutto da quelle processuali, che portino ad un processo molto più rapido e di conseguenza ad una pena più immediata e più certa. Dal ripensamento delle norme per i reati più violenti e che generano maggior allarme sociale. Da una revisione degli spazi carcerari, oggi drammaticamente inadeguati, rafforzando e sviluppando inoltre le misure alternative al carcere per i reati meno violenti e socialmente pericolosi, anche con un migliore utilizzo della tecnologia, e sempre nell’ottica di un reinserimento pieno e vero nella società
Deve passare da una rinnovata collaborazione fra cittadini, forze dell’ordine e amministratori: anche nella nostra provincia si moltiplicano i controlli di comunità: cittadini che vigilano sulle loro strade e sui loro quartieri in stretto contatto con interlocutori attenti e disponibili ad agire.
Deve infine passare dalla ricostruzione delle periferie e dei quartieri degradati per evitare il formarsi di zone franche dove più facilmente possono insediarsi e prosperare i fenomeni criminali.
Se queste sono le risposte alla paura non le troviamo certo nelle azioni del nuovo ministro dell’interno e del suo governo: a fronte del moltiplicarsi degli slogan abbiamo solo l’abbandono della lotta alla criminalità organizzata, la sospensione delle assunzioni nelle forze dell’ordine, lo sfilacciarsi dei collegamenti con gli enti locali, la soppressione dei fondi per il recupero delle periferie.
Inizieremo quindi la raccolta di firme su una petizione per avere al più presto un maggior organico di polizia nella nostra provincia, un maggior organico nel nostro tribunale ed un’azione del parlamento e del governo per ridurre i tempi dei processi, la revisione delle norme sulla flagranza di reato, il finanziamento delle forme di controllo di comunità, lo sblocco immediato dei fondi per le periferie.