Firenze – Bagno di folla a Livorno, visita rapida a Pisa, dove promette tornerà per le amministrative, con pochi a Coltano (dove dice “Grazie a noi si è evitata la devastazione di un’area naturale”), accolto da oltre 500 persone a Firenze, in piazza Annigoni: un tour del cuore, quello di Giuseppe Conte in Toscana con conclusione a Firenze, città dove si è svolta la sua carriera lavorativa universitaria. Tanto entusiasmo verso il leader, applausi e incitamenti, gli inscritti non si sono lasciati sfuggire l’occasione di stare vicino a Conte (“E’ uno di noi”) e dimostrare la saldezza del movimento. Lanciate le priorità, gas e caro energia, ma anche rigassificatore a Piombino e dissesto idrogeologico, tema particolarmente sentito a Livorno dove proprio ieri ricorreva l’anniversario dell’alluvione di 5 anni fa, che fece 8 morti. “Conseguenza di un problema tuttora presente – dice Conte – il dissesto idrogeologico. Dobbiamo spendere bene i soldi del Pnrr”. Se il rigassificatore non è la soluzione adatta a Piombino, tuttavia il M5S è favorevole all’utilizzo di rigassificatori galleggianti temporanei. A Firenze, ribadito che “non siamo noi a bloccare i decreti del governo, è frutto di una cattiva informazione”, torna a sottolineare il fatto che ciò che è stato ottenuto dai 5Stelle, a partire dal reddito di cittadinanza al salario minimo, va contro le disuguaglianze. “I veri democratici siamo noi”.
A Firenze accanto a lui, oltre a Riccardo Ricciardi e Laura Bottici, Alfonso Buonafede, Irene Galletti e i candidati fiorentini Andrea Cantini e Claudio Cantella. E proprio a Firenze il leader 5S mette i puntini sulle i per quanto riguarda le accuse, lanciate da più parti contro il Movimento per quanto riguarda la loro presunta contrarietà a votare il Decreto Aiuti. “E’ una menzogna – scandisce Conte – da campagna elettorale. I cittadini. non li possiamo prendere in giro in questo modo. diciamo le cose come stanno. Stiamo parlando di un decreto legge. Un decreto legge, quando viene approvato nel consiglio dei ministri, entra in vigore immediatamente, applicabile una volta che è andato in Gazzetta Ufficiale. E’ andato in Gazzetta Ufficiale il 9 agosto. I soldi sono già partiti e spero siano già arrivati, anche se mi sembra che il governo sia in ritardo un po’ su tutto. Chiaro? – continua Conte – quindi non stiamo bloccando nessuna erogazione. non voglio più sentire questa storia. Basta prendere in giro gli italiani”.
Continua Conte: “Stiamo parlando invece della conversione di questo decreto legge. La conversione va fatta entro il 9 ottobre, e va convertita entro il 9 ottobre se no decade. Ma noi approviamo il decreto martedì, non abbiamo mai posto un veto su questo decreto. Abbiamo detto un’altra cosa: ci sono dalle 30 alle 40mila aziende che stanno fallendo, questo governo aveva l’obbligo morale, con tutte le altre forze politiche, di trovare una soluzione perché, nella prospettiva di un nuovo governo, non sappiamo quando arriva poi l’approvazione della norma che serve, potrebbero passare mesi, queste aziende non se lo possono permettere”. “Qui c’è un delirio – continua ancora Conte – siccome tutte le forze politiche si sono coalizzate contro il Movimento 5 Stelle, ora passa che l’emendamento proposto è un emendamento che il M5S vuole per sé. Stiamo parlando di 30-40mila euro. Si riempiono tutti la bocca che le imprese sono in difficoltà: sottoscrivino con noi l’emendamento che serve a far circolare questi crediti che sono bloccati. Quello che noi presentiamo e non vogliamo ritirare per non prendere in giro gli italiani rende la cosa molto semplice: martedì le altre forze politiche decideranno se votare o non votare l’emendamento. Se non lo votano, se ne assumeranno la responsabilità. Se non lo votano, non è che noi per ripicca non votiamo il decreto aiuti, quel decreto lo abbiamo votato e lo voteremo lo stesso. Quindi il movimento 5 Stelle non ha posto un veto sul decreto aiuti come fanno credere.”.
Insanabile, almeno con questa dirigenza, la rottura col Pd, Conte mette l’accento sulla transizione digitale e quella ecologica. “Siamo la forza politica che ha abbracciato con più convinzione e sta studiando la transizione digitale ed ecologica. Noi vogliamo il nuovo, le nuove tecnologie. Per quanto riguarda la situazione attuale, siamo – torna a sottolineare – per i rigassificatori galleggianti temporanei”.