Toscana, la Piovra è già qui

Una forte penetrazione delle cosche nel tessuto sociale (finora sottovalutato), oltre a essere la regione in cui si ricicla più denaro: no, la Toscana non è un'isola felice nel quadro del sistema mafie. Il quadro, molto complesso e inquietante, emerge dall’indagine conoscitiva sui fenomeni di criminalità organizzata, realizzata dalla commissione Affari istituzionali, presieduta da Marco Manneschi, su proposta della portavoce dell’opposizione Stefania Fuscagni.

Appalti pubblici, traffico dei rifiuti, usura, contraffazione, tratta di esseri umani, spaccio di droga, gioco d’azzardo, riciclaggio, sono i temi principali intorno a cui si è sviluppata l’analisi che sarà presentata domani, martedì 25 marzo, alle ore 10,30 in Sala Gonfalone del Consiglio regionale, via Cavour, 4, a Firenze. All’incontro parteciperanno la presidente della commissione parlamentare antimafia Rosy Bindi, autorità e associazioni interessate, molte delle quali sono intervenute alle audizioni svolte dalla commissione, che ha dedicato al tema undici riunioni. I dati sono stati raccolti da fonti ed esperienze diverse, a partire dall’allora Procuratore capo di Firenze Giuseppe Quattrocchi, al rappresentante italiano di EuroJust Pietro Suchan, alla presidente della Commissione europea antimafia Sonia Alfano. Indicazioni preziose sono giunte anche dalle associazioni impegnate sul fronte della prevenzione e della cultura della legalità, quali Libera Toscana, Fondazione Caponnetto, l’Associazione tra i familiari e le vittime di via de’ Georgofili.

Analisi e riflessioni che la commissione ha tradotto in indirizzi e proposte operative rivolte al livello nazionale, ma anche in azioni specifiche da mettere in campo a livello regionale. Si va dai controlli sul trasferimento di fondi all’estero con i servizi di Money Transfer ad una più specifica definizione del reato di riciclaggio, dai limiti alle gare di appalto al massimo ribasso alle white lists presso le Prefetture, una sorta di certificazione antimafia semplificata. Per finire alla trasparenza e tracciabilità degli appalti e gli archivi informatici su apertura, chiusura e passaggi di proprietà delle imprese e dei beni immobili

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