Toscana, crisi mette sotto scacco il settore moda

Nell'infinita crisi che si abbatte sul sistema economico occidentale, la Toscana mostra reazioni molto differenziate riguardo ai settori. Uno dei settori, stando ai dati analizzati da Unioncamere (fascia temporale, dicembre 2013-gennaio 2014) che mostra segnali preoccupanti, è il settore moda, all'interno del quale tuttavia il settore pelli e cuoio riporta valutazione positiva: +1%, mentre vanno giù tessile, abbigliamento e calzature, che flettono rispettivamente del 2,4%, del 3,6% e dell’1,5%.

Ritorna in zona negativa, dopo un ultimo trimestre soddisfacente, il dato della meccanica (-1,0%) e si aggrava la performance dell’elettronica (dal -0,6% al -5,9%). In perdita anche il legno e mobili (-2,8%) e i minerali non metalliferi (-1,8%) e infine sempre con il segno meno, anche se in misura più contenuta, la chimica, gomma e plastica (-0,1%).

Oltre al già citato dato del settore del pelli e cuoio, gli unici comparti in recupero sono la farmaceutica (+6%), i metalli (+1,9% per effetto di una singola unità locale che risente degli effetti – transitori – di un’importante commessa), l’industria alimentare e le manifatture varie che registrano variazioni decisamente meno significative (+0,5% e +0,9%).

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