“Thaumazein”. Edi Brancolini espone al Museo Michelangiolesco di Caprese

CAPRESE MICHELANGELO – Dal 30 settembre al 31 ottobre 2017 il Museo Michelangiolesco di via Capoluogo 1, a Caprese Michelangelo (Ar), ospita “Thaumazein”, personale di Edi Brancolini a cura di Giovanni Pichi Graziani.

La presentazione ufficiale della mostra, alla presenza delle autorità, si terrà domenica 15 ottobre, alle ore 17.

L’esposizione, patrocinata dal Comune di Caprese Michelangelo, sarà visitabile dal martedì al venerdì, dalle 10,30 alle 18,30 oppure il sabato e la domenica dalle 10 alle 19.

“Thaumazein” è accompagnata da un catalogo con testi di Vittorio Sgarbi, Vincenzo Baratella, Renzo Margonari e Giovanni Pichi Graziani.

La vallata degli stiliti 2 - olio su tavola cm.150x90 - 2012LA MOSTRA – L’inizio della stagione autunnale al Museo Michelangiolesco, casa natale di Michelangelo Buonarroti, è nel segno di un grande artista emiliano: Edi Brancolini.

Protagonisti sono i suoi personaggi senza veli, che si pongono come stoici ellenici pronti ad affrontare, impassibili, la volubilità del mondo.

«La pittura di Edi Brancolini ci racconta dell’inconscio, delle paure degli uomini e dei segreti a essi stessi ignoti – spiega il curatore Giovanni Pichi Graziani. – C’è qualcosa di terribilmente bello nella sua opera che da un lato ci sorprende, ci affascina, ci attira a sé e dall’altro ci intimidisce. Potremmo riassumere questa situazione utilizzando il verbo greco thaumázein (provare meraviglia), la meraviglia aristotelica che diede inizio al pensiero profondo».

Se da un lato la pittura dell’emiliano affascina per l’armonia delle forme, per gli equilibri e le simmetrie delle composizioni, essa invita lo spettatore ad andare oltre, a porsi come un filosofo in cerca della lettura profonda dell’immagine, dell’artista che l’ha realizzata, del mondo da cui egli ha colto l’essenza.

«Nel viaggio offertoci da Edi Brancolini a essere nudi non sono i soggetti rappresentati, bensì gli animi del pittore e dello spettatore – conclude Pichi Graziani; – il primo a nudo nel racconto dell’opera, il secondo intento a spogliarsi per Torre di Babele - Olio su tela - 150 x 90 - 2011potersi immergere in essa. È un atto di fiducia, una nascosta confessione da parte del primo e un mettersi in gioco da parte del secondo. Una profonda tensione erotica ci coinvolge, ci spinge a voler comprendere, domare quella forza che semplici forme e colori sembrano esercitare su di noi».

BREVE BIOGRAFIA

Edi Brancolini è nato a Rovereto sulla Secchia (MO) nel 1946 ma vive e lavora a Carpi.

Frequenta la Scuola libera del nudo a Venezia e in particolare gli insegnamenti di Luigi Tito, che lo educa alla pratica assidua e costante del disegno dal vero.

Dagli anni Settanta i dipinti conoscono un’ambientazione socio-esistenziale che talvolta sconfina nell’allucinazione onirica, il suo vocabolario simbolico poi si complica, suggerendo nella narrazione tante possibili chiavi di lettura in uno stratificarsi semantico surreale e destabilizzante.

Edi Brancolini è un pittore del profondo e del mistero ma le immagini che porta in luce hanno una loro esplicita chiarezza, sottolineata da un segno pittorico puntuale e narrativo. In modo personalissimo, attraverso una stesura cromatica meditata e sensuale, riprende il linguaggio dei preraffaelliti decodificandone gli foto Edi Brancolini - fonte Fighille Arteuniversali significanti.

Le opere sono il frutto di un lavoro incessante di velature e finiture,tocchi di pennello e sfumature. Egli ritorna ai soggetti del passato, della mitologia e della religione, calati nei ruoli del quotidiano; un recupero quindi dell’iconografia popolare senza intenti polemici, né di denuncia. I suoi sono simboli del percorso catartico dell’umana specie che reggono la volta della fede e della ragione.

Dal 1969 espone con successo di pubblico e critica in Italia e all’estero.

www.edibrancolini.it

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