Tanto tuonò che non piovve. Si temevano scontri, per la visita di ieri a Reggio del segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, già pesantemente contestato – con tanto di assalto all’automobile – a Bologna. I ragazzi del centro sociale AQ16 lo avevano annunciato: “Siamo pronti ad accogliere Salvini“.
Ma tutto è filato via liscio, e l’unica forma di contestazione organizzata in città si è svolta in modo pacifico. Mentre Salvini – che è sceso a Reggio per sostenere la campagna elettorale di Alan Fabbri – passava per San Prospero e le ex Reggiane (dove in merito al degrado preannunciava un’interrogazione) un piccolo gruppo di antagonisti denominato “Rete Restiamo Umani” veniva tenuto a distanza e si limitata ad organizzare una manifestazione di protesta in Piazzale Europa, al canto di Bella Ciao.
A quel punto lo “scontro” con i centri sociali restava sul piano verbale, e l’unico oggetto atto ad offendere si rivelava il sassolino che Salvini si toglieva dalla scarpa: “Io mi confronto con tutti, ma quando uno mena le mani non è un problema politico, è un problema mentale“.