Firenze – La domanda se l’era posta il sindacato di base della Usl Toscana Centro: perché la Regione attivava, con la delibera 404 del 27 marzo 2020, la convenzione di prestazioni sanitarie per l’esecuzione di esami di laboratorio (biologia molecolare) per l`accertamento COVID-19 con Synlab MED srl, un soggetto privato accreditato, invece di rivolgersi ai propri 4 laboratori di Patologia clinica?
SYNLAB, come spiegano dai Cobas, è uno dei più grandi gruppi europei di diagnostica medica, con tantissime sedi, una delle quali si trova proprio in Via di Le Prata 89 Calenzano Firenze. Il costo dell’operazione per effettuare i tamponi rinofaringei è di 7.100.000,00 euro.
Dall’altro lato, la USL toscana Centro ha 4 Laboratori di Patologia Clinica, attivi presso l’Ospedale S.Iacopo di Pistoia, l’Ospedale S.Giuseppe Empoli, Nuovo Ospedale S.Stefano Prato, l’Ospedale S.Giovanni di Dio Firenze. “I primi 3 laboratori – spiegano i sindacalisti – hanno strutture semplici di microbiologia, mentre nel laboratorio di Torregalli c’è il settore della sierologia. Tutti i nostri laboratori sono in grado di fare biologia molecolare per competenze e professionalità. Inoltre per effetto del COVID-19, i nostri laboratori sono a regime ridotto, a causa del forte ridimensionamento dei punti prelievo territoriali e delle attività ordinarie”.
Con la situazione di straordinarietà dovuta alla pandemia in atto, “tutta la rete laboratoristica aziendale stava riorganizzandosi per effettuare test di biologia molecolare, con tecnologia Real-Time”. Attività, dicono i Cobas, che possono essere svolte nelle strutture diagnostiche dell’Usl, in cui ci sono le professionalità e le competenze”. Ma all’improvviso arriva “il colpo di teatro”, come lo chiamano i Cobas: la Direzione Generale attiva l’esternalizzazione. Le eventuali motivazioni della decisione (che comporta la fuoriuscita dei 7milioni e spiccioli di denaro pubblico) non vengono, dicono ancora dal sindacato di base, spiegate alle Rsu aziendali.
La convenzione in oggetto è stata messa in atto utilizzando il Decreto Cura Italia, che all’art 3 DL 18 del 17.3.2020 consente alle aziende, per fronteggiare l’emergenza sanitaria legata al COVID-19, di poter acquistare ulteriori prestazioni sanitarie dai soggetti accreditati, in deroga ai limiti di spesa regionali, al fine di incrementare e velocizzare gli accertamenti diagnostici COVID-19, attivando screening per cercare di contenere così gli effetti negativi che l’emergenza sanitaria stava producendo anche sul territorio regionale. Ed ecco cosa prevede la convenzione: l’esecuzione del test di biologia molecolare con tecnologia Real-Time PCR, necessario per dare inizio allo screening; gli esami devono essere effettuati esclusivamente sui campioni consegnati dall’Azienda alla struttura, la quale è tenuta a garantire la refertazione (per 7gg la settimana in orario giornaliero 7:00 – 24:00) entro un massimo di 4-8 ore dal momento di arrivo dei campioni in laboratorio e con identificazione mediante timbro e firma del professionista che ha effettuato la prestazione. La struttura inoltre era tenuta a garantire, altresì, la fornitura del kit necessario per il test e il ritiro dei tamponi nei giorni, orari e sedi aziendali con modalità concordate con la USL.
La tariffa per accertamento diagnostico COVID-19, come sottolineano i Cobas, è omnicomprensiva di tutti i servizi correlati (fornitura del kit presso sedi aziendali, ritiro dei campioni, idoneo trasporto dei kit e campioni, installazione e manutenzione dell’eventuale sw di accettazione, invio dei referti), è stata concordata in € 50,00/cadauno, esente IVA, fino ad un numero massimo di 2.000 esami al giorno.
Ed ecco le domande che pone il sindacato di base: i referti garantiscono la tempistica dettata dalla convenzione? Esiste un controllo e chi lo compie, se esiste, sulla qualità degli esami effettuati da Synlab? Gli esami ripetuti e l’eventuale verifica successiva da parte della microbiologia di Careggi hanno un costo aggiuntivo?
In eventuale assenza di risposte, i Cobas chiedono intanto una commissione di indagine sul rispetto della convenzione da parte di Synlab e un controllo sulla qualità dei test. Ma anche la revoca della convenzione. La domanda principale, dicono, rimane sempre in piedi: perché procedere a una costosa esternalizzazione alla presenza di 4 laboratori interni in grado di compiere le stesse prestazioni e, ad ora, ancora sottoutilizzati?…