Firenze – Reinternalizzazioni, parola magica. Specialmente se si tratta delle reinternalizzazioni di un servizio così importante come quello delle Biblioteche comunali, dove ci sono da 15 anni lavoratori in appalto che solo nominalmente hanno contratti a tempo indeterminato, di fatto essendo legati alle scadenze dell’appalto stesso. Eppure si rischia, secondo quanto spiegato dai sindacati di Base Cobas e Usb, che la pezza sia peggiore della toppa. Ed ecco perché.
Oggi, 29 novembre, in consiglio comunale verrà presentata una delibera di variazione di bilancio che prevede un taglio di 500mila euro proprio a carico degli appalti delle biblioteche. La spiegazione, secondo quanto già discusso con i rappresentanti sindacali nelle commissioni consiliari 5 e 9, sarebbe che quei soldi servirebbero per avviare la reinternalizzazione del servizio secondo quanto promesso, prima della sua andata a Milano nella giunta di Beppe Sala, dall’ex assessore comunale alla cultura Tommaso Sacchi.
Nella riunione che si è tenuta giovedì scorso, i sindacati avevano fatto presente le preoccupazioni dei lavoratori per l’imminente scadenza dell’appalto dei servizi bibliotecari e archivistici. Fra le richieste sindacali, quella giustappunto che non vi fossero decurtazioni degli importi già destinati per il rinnovo dell’appalto di questi servizi.
Il motivo della richiesta è tutto sommato semplice.Gli importi, come spiegano da Usb e Cobas, già inseriti in bilancio, prevedono 14 milioni di Euro per le 4 annualità di durata del futuro appalto. Questo nuovo appalto era stato presentato dall’assessore Sacchi come propedeutico alla futura reinternalizzazione del servizio. Ma nella variazione di bilancio che sarà proposta oggi in consiglio, è avvenuta una riduzione, e le risorse ammontano a 12 milioni di Euro.
Una riduzione di 500.000 euro all’anno, che, come spiegano Giuseppe Cazzato e Stefano Cecchi, rispettivamente Cobas e Usb, “potrebbe rappresentare l’equivalente perdita di circa 15 di posti di lavoro ed interesserà la tenuta occupazionale di lavoratori che da circa 15 anni stanno garantendo l’apertura e il funzionamento delle biblioteche e dell’archivio storico”. Questo dato di fatto si scontra con l’interpretazione data in commissione durante lo svolgimento dell’incontro sindacale di giovedì scorso, da parte dei vertici amministrativi comunali e dal consigliere del Pd, secondo cui l’operazione si presenterebbe come il primo passo verso la prevista reinternalizzazione del servizio.
Ma cosa succede nella dura realtà, lo spiegano i sindacati di base. La riduzione dell’appalto di 500mila euro all’anno comporterebbe un parco di assunzioni per circa 400mila euro, assunzioni che “copriranno a malapena il turnover dei dipendenti andati in pensione negli ultimi anni e che dovrebbero essere fatte con risorse aggiuntive. Togliere risorse dall’appalto per compensare il turnover degli ultimi anni, lungi dal rappresentare una reinternalizzazione, determinerà piuttosto una riduzione dei servizi e pregiudica quel progetto di reinternalizzazione annunciato dall’assessore Sacchi che non può prescindere, contestualmente alla reinternalizzazione del servizio, anche dalla reinternalizzazione di tutti quei lavoratori che hanno garantito per 15 anni questi servizi”. Non solo. Le annunciate assunzioni saranno fatte attingendo dalle graduatorie del recente concorso per istruttore amministrativo, personale amministrativo che effettivamente manca nel settore, ma che poco ha a che vedere con la gestione del servizio.
“Noi abbiamo già rappresentato al Direttore Generale dr. Parenti la nostra contrarietà all’operazione di taglio dei lavoratori in appalto e respingiamo qualsiasi forma di ricatto anche strumentale – sintetizzano i sindacati – in quanto da decenni portiamo avanti le nostre battaglie contro il blocco del turnover che ha
dimezzato i lavoratori del nostro Ente, attualmente siamo impegnati in numerose vertenze, generali e di settore, che hanno portato le RSU a proclamare lo stato di agitazione di tutto il personale del Comune di Firenze per i disagi dovuti alla cronica carenza di personale e non ci faremo imbrigliare da queste manovre che tendono a contrapporre, nella solita “guerra tra poveri”, le ragioni dei dipendenti comunali a quelle dei lavoratori in appalto..
La richiesta reiterata dai sindacati è quella “di non procedere alla riduzione degli importi già destinati per l’appalto dei servizi bibliotecari ed archivistici, sia per garantire la qualità di questi servizi che per la tenuta occupazionale dei lavoratori in appalto”. Se la votazione in consiglio comunale odierna confermerà i tagli annunciati, concludono i sindacati, “sarà inevitabile proclamare lo stato di agitazione di tutto il personale in appalto”.
Foto: Palazzo Vecchio