Il supermicroscopio che vede sotto i 100 nanometri

Pisa – La messa a punto di un nuova microscopia da parte dei ricercatori  di IIT, CNR e SNS  a Pisa e Genova, attraverso un progetto di ricerca co-finanziato dalla Regione e dal Miur (bando Salute 2009  e progetto Prin 2010), consentirà progressi nella biologia cellulare e quindi anche nella diagnositca medica, grazie alla maggiore risoluzione (la super-risoluzione Sted), fino a dimensioni sotto i 100 nanometri ossia inferiori a cento miliardesimi di metro, nell’indagine dei comportamenti molecolari, anche di virus e proteine.

Un’equipe di ricercatori coordinati dal professore Alberto Diaspro del Dipartimento di Nanofisica dell’ Istituto Italiano di Tecnologia (Iit) di Genova e Pisa e dal dottore Ranieri Bizzarri dell’Istituto nanoscienze del Cnr di Pisa hanno realizzato hanno realizzato una nuova generazione di supermicroscopi capaci di una risoluzione molto maggiore rispetto agli attuali microscopi ottici basati sul metodo confocale. Un vero e proprio salto tecnologico che rende possibile l’osservazione di dettagli biologici fino ad ora mai rivelati.  Si tratta infatti di microscopi sempre più precisi ed in grado di vedere dettagli del comportamento di virus o funzionalità di proteine attualmente nascosti agli strumenti in uso e quindi mai visti prima all’interno della cellula. Si tratta di un pogresso tecnologico per la biologia cellulare ma soprattutto per la diagnostica medica.  I risultati della ricerca
sono pubblicati nella rivista “Plos One” in un articolo dal titolo ”Nanoscale Protein Diffusion by Sted-Based Pair Correlation Analysis”.

Grazie al nuovo metodo, i ricercatori sono stati in grado di mettere a fuoco le particelle virali del virus dell’epatite B, le quali posseggono un diametro di 50 nanometri, individuando dettagli associati al trasporto di proteine all’interno del nucleo di una cellula, completamente nascosti allo strumento convenzionale (il fenomeno avviene a dimensioni di 100-150 nanometri).
La tecnologia innovativa apre frontiere in ambito diagnostico, offrendo, oltre alle immagini, un metodo per misurare le dinamiche di singole proteine e macromolecole all’interno delle cellule, di notevole interesse per l’ambito diagnostico. Il nuovo supermicroscopio combina una tecnica che permette di seguire il movimento delle molecole all’interno della cellula (pCF) con una tecnica di ”super-risoluzione”, la Sted, che consente di produrre immagini con un dettaglio inferiore a 100 nanometri (cento miliardesimi di metro), superando i consueti limiti di risoluzione delle microscopia ottica che si fermano a 200 nanometri.

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