104 “coraggiosi” che nonostante il recente “duro” lavoro d’Aula si sono presentati all’appello del Presidente della Camera Laura Boldrini. In anticipo sulla ripresa dei lavori delle Camere, per la lettura del decreto sul femminicidio. Del Governo c’era solo Dario Franceschini, della maggioranza circa 45 parlamentari, poi uno sparuto drappello di centrodestra, 22 grillini, 15 montiani e 8 deputati di Sel. Una trentina le donne.
Più solerti nello sfilare davanti alla platea riminese di Cl e alle feste di partito che stanno animando questa stanca estate politica (mentre oscure nubi di tenuta si addensano sui cieli d’ottobre), gli uomini del governo Letta e lo staff dirigenziale di Berlusconi si contendono di volta in volta il proscenio pubblico. Imu, Decadenza, ripresa i leit-motiv da prima pagina mentre sotto sotto (ma neanche tanto) ci si prepara alle urne.
L’agenda dei prossimi giorni è densa di impegni per il bilancio dello Stato del 2013 in vista del consiglio dei Ministri di venerdì prossimo: sciogliere il nodo dell’Imu, che comporterà una spesa dai 2 ai 4 miliardi, evitare l’aumento dell’Iva con uno stanziamento di un miliardo, rifinanziare la Cassa integrazione guadagni, ancora un miliardo, trovare la copertura per l’abolizione della Tares con un altro miliardo e poi il provvedimento sugli esodati. E, forse, il decreto sulle Pubbliche amministrazioni.