La tappa elettorale di Marco Stella, candidato alla poltrona di sindaco di Forza Italia, si ferma al Concorde, lo stabile occupato da qualche mese da una quindicina di famiglie con venti minori a carico. E lì il candidato forzista fa la sua brava campagna elettorale, affermando che bisogna dire basta a alle occupazioni e stop all'illegalità. Ma qualcuno da dentro non gradisce il messaggio e scoppia la bagarre, che si riversa anche sui testimoni presenti, vale a dire i giornalisti. Proprietario della struttura alberghiera e Stella si allontanano, qualcuno della “casa” fa notare che, forse, non è il caso di andare a parlare di pugno di ferro contro le occupazioni in un'occupazione di gente che ne farebbe anche a meno. Di occupare. Tant'è, lo spintone è stato tirato, la confusione creata. Stella alza il tiro contro l'illegalità e se la prende anche con la Digos, che, a suo dire, era stata avvertita e dunque “doveva” impedire il fattaccio. Perché andare ovunque a fare tappa elettorale è un diritto, esattamente come avere un tetto sopra la testa. Così, Stella illustra il suo piano casa: vendere le case popolari a chi ne ha fatto richiesta (circa 4mila, rivela) e con i soldi ricavati farne delle altre, magari per metterci i bisognosi residenti. E i bisognosi senza residenza? Dipende. Intanto, Stella chiederà alle forze dell'ordine “come è stata gestita la mia presenza all'Hotel Concorde”.
23 Aprile 2014
Stella, stop occupazioni all’occupazione. Bagarre
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