Il prolungamento del sottopasso storico della stazione ferroviaria: un’idea nata male e realizzata peggio. Prolungare un tunnel già esistente non è un’operazione facile ma questo non giustifica gli errori e le problematiche agli occhi di tutti già dall’ultimazione dei lavori.
La presenza di acqua si è manifestata da subito. Nei giorni di pioggia, il precipitato attraversava velocemente la ghiaia dei binari e percola nel tunnel direttamente dal soffitto. A più riprese è stato tentato di arginare i disagi con canaline metalliche di raccolta e scolo. Il pavimento scivoloso e in leggera pendenza non aiuta certo la stabilità di chi transita. Acqua piovana anche sulla nuova scala verso piazzale Europa. Il progetto iniziale non prevedeva alcuna pensilina quindi l’acqua cadeva direttamente sui gradini e chi provenendo dal piazzale si dirigeva verso i binari portava con se la sabbia della pavimentazione in autobloccanti. Oggi una pensilina è stata installata ma forse troppo piccola: l’acqua e la sabbia continuano a sporcare le scale.
Oggi acqua anche a terra come a riempire un bel lago. L’operaio ha decretato la rottura delle pompe: ha usato il plurale lasciando intendere che si fossero rotte tutte contemporaneamente. Come sempre accade nessun cartello all’ingresso di piazzale Europa ma solo un strillone affacciato alle grate della palazzina rossa che abbaiava agli ignari viaggiatori di utilizzare l’altro sottopasso.
Ma le problematiche del tunnel non si chiudono qui. Il principale problema è sempre stato e resta quello della sicurezza, risolto con la chiusura dello stesso dalla sera alla mattina (e quindi non risolto).
I disagi delle ferrovia non riguardano solo i treni ma tutto il sistema. La stazione di Reggio Emilia è stata recentemente ristrutturata ma i lavori non hanno portato ad un miglioramento della qualità degli spazi né del servizio ( fatta eccezione per gli ascensori ad uso dei disabili). La sala d’attesa è scomparsa e progressivamente anche le panchine nuove che riempivano l’atrio: i bulloni, per le vibrazione del passaggio dei treni, si allentano e sembra più facile accatastare le panchine instabili in uno degli spazi commerciali vuoti piuttosto che serrare le viti…
Ci consoliamo sapendo che c’è qualcosa che invece non manca mai ed è sempre attenta ai viaggiatori, nei manifesti, nei totem e anche nei monitor: la pubblicità.
