Firenze – Esplode la spesa energetica e si abbatte su imprese e famiglie. Nel primo mese di guerra, secondo l’analisi della Coldiretti su dati ISTAT, si è verificato un aumento del 160,7% dei prezzi alla produzione di energia elettrica e gas.
In particolare, a soffrire è tutta la filiera agroalimentare che, come sottolinea la Coldiretti, assorbe oltre l’11% dei consumi energetici industriali totali per circa 13,3 milioni di tonnellate di petrolio.
L’impatto della spesa energetica ha ricadute negative su due fronti. Come sottolinea la Coldiretti, mentre riduce il potere di acquisto dei cittadini e delle famiglie, aumenta i costi delle imprese particolarmente rilevanti per l’agroalimentare. “Il costo dell’energia – continua l’associazione degli agricoltori – si riflette infatti in tutta la filiera e riguarda sia le attività agricole ma anche la trasformazione e la distribuzione. Dal campo alla tavola l’agroalimentare assorbe oltre l’11% dei consumi energetici industriali totali per circa 13,3 milioni di tonnellate di petrolio equivalenti (Mtep) all’anno, secondo la nostra analisi su dati Enea”.
Inoltre il caro energia schiaccia ulteriormente i cittadini che si trovano in una condizione di povertà assoluta, “cioè con una spesa mensile pari o inferiore a una soglia minima corrispondente all’acquisto di un paniere di beni e servizi considerato essenziale per uno standard di vita minimamente accettabile. Sono 4 milioni – conclude la Coldiretti – le famiglie in condizioni di povertà energetica messe in crisi dalle bollette di luce e gas che colpiscono cittadini ed imprese con l’aumento dei costi che rende più onerosa la produzione e la commercializzazione”.