Firenze – La nuova ordinanza che partirà lunedì prossimo del comune di Firenze vieta fino al primo settembre che gli edifici con accesso al pubblico, gli esercizi commerciali e di somministrazione tengano le porte aperte con l’impianto di condizionamento acceso. Una regola di buonsenso, secondo l’amministrazione, che però ha fatto venire più di un mal di pancia ai commercianti cittadini. Il perché lo spiega Aldo Cursano, presidente di Confcommercio Toscana e vicepresidente nazionale di Fipe, che, raggiunto da Stamptoscana, dice: “Da quando sono raddoppiati i costi energetici tutti gli imprenditori hanno rivisto i propri processi produttivi e l’organizzazione di lavoro, con orari che hanno il solo ed esclusivo obiettivo di abbattere al massimo i costi in questione”.
Energia, Cursano: “Ci aspettiamo condivisione di responsabilità”
Dunque, continua Cursano, “Siamo imprese che, a nostro rischio e pericolo, ci confrontiamo tutti i giorni con il mercato, con i cambiamenti di consumi e stili di vita e sinceramente non abbiamo bisogno che qualcuno ci venga ad imporre come svolgere le nostre attività, quando invece proprio il contenimento dei costi e degli sprechi è al centro del nostro impegno. Dopo 2 anni di pandemia ci aspettiamo non ordinanze improvvisate con minacce di multe, ma una condivisione di responsabilità”.
Infine, il presidente di Confcommercio Toscana conclude: “Noi rappresentiamo le imprese e gli imprenditori e condividiamo l’impegno a salvaguardare l’ambiente e contenere i costi energetici, ma ognuno lo deve fare all’interno dei propri ruoli e funzioni. In questo senso, per evitare confusione di ruoli e funzioni, sarebbe opportuno dare buoni esempi”.