Socrates L’irregolare del pallone alla Clichy

Firenze – Pubblico attento e selezionato per la prima presentazione di  “Socrates l’Irregolare del pallone” l’ultimo saggio di Pippo Russo presentato ieri nella libreria delle edizioni Clichy in via Maggio a Firenze. E’ stato un racconto tra amici che si conoscono da tempo, stretto intorno a un personaggio al quale nel breve giro di un anno sono stati dedicati ben tre libri e un documentario, tanti e molti ancora sono gli spunti che offre e che meriterebbero di essere analizzati. Insieme all’autore il giornalista David Guetta e Tito Corsi all’epoca direttore sportivo della Fiorentina. A sciogliere il ghiaccio David Guetta che chiede all’autore se a Nedo Ludi sarebbe piaciuto Socrates e viceversa. “ Sono due irregolari – ha detto Pippo Russo –  due non allineati che si ribellano alle tendenze consolidate. Socrates si può raccontare in mille modi e più ti avvicini più si scopre la sua complessità, la sua stessa biografia può essere letta in modo diverso a seconda dei tempi”. Rifiuta di essere allineato alle tendenze, determinante la figura del padre e la professione del medico che cercò di privilegiare fino a che potè. Senza dubbio uno dei più grandi calciatori dal punto di vista intellettuale e umano.

Tito Corsi ricorda i momenti che portarono all’acquisizione del giocatore da parte della Fiorentina nel 1984, dopo che sfumò la possibilità di portare a Firenze Rummenigge, che avrebbe alzato di gran lunga il tasso tecnico della squadra. “ Socrates a Firenze – ha detto Tito Corsi – non ha mai cercato di coinvolgere nelle sue idee politiche i compagni di squadra, voleva solo che le decisioni della società fossero condivise del gruppo. Dopo le prime partite si è sviluppata un’avversione contro di lui ed il rapporto con i media era pessimo, anche se in tutto ha segnato 10 gol da centrocampista comprese le Coppe. Alla fine ha firmato per la risoluzione del contratto, un anno prima del termine. Come uomo era discreto ed educato. A Socrates non gli è stato dato il tempo”.

Socrates arriva in Italia nel momento sbagliato, portandosi dietro la delusione della Democratia Corinthiana, “ In un mondo gerarchizzato come il calcio – dice Pippo Russo – arriva in Italia e alla Fiorentina che deve vincere, Socrates vuole giocare, deve far fronte a delle responsabilità a cui non è pronto”, senza contare che non era certo abituato ai duri allenamenti di De Sisti durante la settimana. “Socrates era deciso a venire via dal Brasile – dice Tito Corsi – perché era deluso ed è venuto con un ingaggio abbastanza basso , rescindendo il contratto senza pretendere una lira di ciò che aveva maturato nell’anno precedente, e io ero sicuro di quello che avevo fatto. Ha fatto prestazioni importanti è un mistero il fatto che tutti gli siano andati così addosso”.

Ancora oggi ritorna alla mente quando in occasione di un dibattito al circolo vie Nuove alla domanda rivolta su come vedeva il calcio la risposta di Socrates “ un microcosmo nel macrocosmo della vita” tre giornalisti si alzarono e se  ne andarono dicendo che non si poteva sentire un giocatore di calcio che parlava così. Peccato che Socrates non fosse solo un giocatore di calcio, ma molto, molto di più.

 

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