Sinistra in travaglio, mine sulla strada dell’unità

E' l'assemblea, che rumoreggia, spinge, incita, litiga ma si schiera, a essere la vera protagonista della riunione di ieri pomeriggio al circolo L'Affratellamento, in via Gianpaolo Orsini. Quella, per intendersi, che, figlia della partecipatissima assemblea della settimana scorsa, dovrebbe dare l'imprimatur dell'ufficialità al laboratorio fiorentino della sinistra. Vale a dire,  la nascita di quel soggetto politico che renda concreto il blocco sociale unitario a sinistra del Pd. Rumoreggia, la folla (anche ieri, oltre trecento persone presenti) ascoltando gli interventi dei suoi beniamini o meno graditi esponenti. Sì, perché non è tutta rose e fiori, o compito facile, la strada che dovrebbe portare alla stretta di mano fra sinistra “diffusa” e sinistra “organizzata” e partiti istituzionali. 

Cosa succede? Interdetta la gente non capisce. Il candidato c'è, osannato, amato, chiamato a voce, accarezzato da tutte le parti. E' un candidato che, nonostante lo scivolone di Mauro Valiani, segretario del Sel (che parla di “seconda scelta”) è l'unico possibile vista la prospettiva inimmaginabile solo qualche mese fa, portare la sinistra unita alla corsa per sindaco. E “Tommasino”, come lo chiamano molti, vuoi per la giovane età (29 anni) vuoi per indicare anche l'affetto che ha saputo conquistarsi, parla con la sua gente, accetto consigli, scambia opinioni, accetta perfino di parlare al microfono (lui che non voleva dire niente fino a quando i giochi non fossero conclusi) chiamato a gran voce dagli interventi di chi lo precede e vuole che sia lui, il candidato della base, a esprimersi. Lo fa con un discorso magistrale, in cui tocca tutti i punti giusti: unità della sinistra, difficoltà ma anche grandiosità di una scelta che potrebbe essere un esperimento guida per l'Italia, parla di programma, di città “altra”, di tutto ciò che è nel cuore a chi non vuole essere “asfaltato” nella sua identità e nelle sue idee; ma …

….ma il problema è questo e la gente non capisce: come presentarsi, tecnicamente, alle elezioni? Più chiaro? Eccolo: lista unica o coalizione? Potrebbe, e a molti in sala pare, il classico nodo da azzeccagarbugli di manzoniana memoria. Perché non si riesce a venire a patti? Perchè non si tiene conto del parere della maggioranza dell'assemblea? Perché c'è chi continua a recitare il mantra: “Unità della sinistra, ma divisi in liste alle elezioni”? Ed è questo, il boccone avvelenato che fra l'incredulità e lo sbigottimento di chi assiste senza avere schieramenti né in testa nè in tasca rischia di far andare di traverso la serata e la festa. “Come? Perchè con la lista Tsipras sì e a Firenze no?” E' l'obiezione più diffusa. Difficile darne ragione, e l'intervento che dovrebbe essere esplicativo di Valiani rischia di trasformarsi in un boomerang. Anche perché, alla fine, Sel, proprio Sel che ha avanzato la candidatura più acconcia e più “rivoluzionaria” del panorama fiorentino, rischia di trovarsi isolata. Superba la sintesi di Ornella De Zordo, esponente della lista civica “Perunaltracittà” ma anche esimia rappresentante di quella sinistra diffusa che per una volta potrebbe stringere alleanze non effimere con la sinistra “in perdita” (parlando di voti, è chiaro) che si lecca le ferite inferte dall'incombere di Grillo e dei suoi candidati: “L'assemblea si è espressa chiaramente per la modalità della lista unica – dice, brusìo di approvazione intorno – Rifondazione ha fatto chiaramente capire che il suo sostegno a Grassi è nella prospettiva di una lista Tsipras che non si fermi a una semplice alleanza elettorale (ricordiamo che la lista in questione è quella con cui la sinistra europea ha deciso di correre unitariamente, ndr), la sinistra diffusa è con chiarezza per una lista unica. Resta da capire: con chi la farebbe, a questo punto, la coalizione, Sel?”.

Ed eccolo, dunque, il vero punto da risolvere. Obiezioni, Sel ne trova e anche molto plausibili: ad esempio, il consigliere regionale Romanelli dice che in tutta Italia le coalizioni per le amministrative sono quelle che hanno portato più voti. Oppure, e viene da altre voci del partito, che sotto il candidato unico è giusto mantenere le proprie identità: bandierine dentro, insomma, a sostegno di una candidatura che farebbe sì che poi, in Palazzo Vecchio,  il gruppo eletto dai vari settori sarebbe poi unito. Varie posizioni che tuttavia non smorzano il malumore. Anche perché la novità di una sinistra che si presenta rinunciando alle “bandierine” per una proposta che, come sottolineano molti interventi, è già unitaria sotto moltissimi aspetti, potrebbe davvero, per i suoi sostenitori, essere la novità che cambia un intero panorama politico. A questo punto, qualcuno più insofferente di altri se ne va.

E Rifondazione? Intanto, superato un piccolo giallo tutto interno al partito e che riguarda una questione procedurale o, come qualcuno vocia, un fatto di democrazia interna (le posizioni espresse dal segretario provinciale Malpezzi di apertura alla candidatura Grassi in prospettiva di una lista unica vengono rimesse in discussione dalla minoranza in quanto ancora non sono state votate dall'assemblea del partito, che si riunirà mercoledì prossimo) Rifondazione appoggia con tutto il suo peso la prospettiva di lista unica. Ma ormai siamo agli sgoccioli, sia dell'assemblea, che,  e questo è più importante, del tempo che rimane per formare la lista (o la colazione) e cominciare ufficialmente la corsa. Prossima assemblea possibile? Mercoledì prossimo 2 aprile. E meno male che chi è intervenuto in apertura aveva parlato di “emergenza”, urgenza”, “ultima possibilità per la sinistra”.

Total
0
Condivisioni
Prec.
Lunedì 31 marzo

Lunedì 31 marzo

Conservatorio Cherubini (Piazza Belle Arti 2, Firenze) Da Monteverdi a Verdi,

Succ.
La fotografia di Fabrizio Gaeta al Brown sugar lounge

La fotografia di Fabrizio Gaeta al Brown sugar lounge

L’ordinario che diventa straordinario: appuntamento con la fotografia di

You May Also Like
Total
0
Condividi