Firenze – La manovra di bilancio 2023 del governo Meloni ha una particolare valenza per quanto riguarda gli affitti e il problema casa. Infatti, come denunciano sia Unione Inquilini che Sunia (quest’ultimo in una nota congiunta con la Cgil), il taglio al fondo dei contributi affitto, fondo che in particolare si rivolge alla platea dei cosidetti “lavoratori poveri”, ovvero quei lavoratori che, pur avendo un contratto e svolgendo un’attività lavorativa, grazie a stipendi da fame non riescono a corrispondere l’intero di un canone che spesso equipara e supera il 50% del reddito famigliare, si configura come una vera e propria “sanzione” nei confronti delle famiglie povere, rischiando di far precipitare nel baratro della povertà assoluta famiglie fino ad ora sul filo.
Sul taglio dei contributi affitto convergono le note critiche delle due maggiori organizzazioni sindacali degli inquilini. Da parte di Unione Inquilini, è stata diffusa una nota in cui, sottolineando l’azzeramento da parte del governo Meloni dei fondi per i contributi affitto e morosità incopevole, invita i consiglieri comunali a presentare mozioni per chiederne il rifinanziamento.
Non solo, tutto ciò coincide anche con il rimodulamento (fino alla sua estinzione ad ora prevista fra un anno) del reddito di cittadinanza, che contribuisce a restringere la platea dei beneficiari, e che ha contribuito, dicono dall”Unione Inquilini, pur con tutti i suoi limiti, “a frenare l’impoverimento e a sostenere il livello dei salari che in Italia son fermi o diminuiti nel corso degli ultimi 20 anni”.
“Chiediamo per questo – si legge nella nota, diffusa online – ai consiglieri comunali di presentare mozioni per impegnare il sindaco e la giunta a intervenire urgentemente, anche attraverso l’Anci sia regionale che nazionale, presso il governo e il Parlamento affinché la legge di bilancio venga modificata reintegrando e aumentando adeguatamente la dotazione finanziaria almeno su base triennale del fondo per l’affitto e la morosità incolpevole, riservando la possibilità di avvalersi della “cedolare secca” solo a fronte di canoni concordati e sostenibili e aggravando le quote dell’IMU per i proprietari che lasciano per anni interi immobili vuoti senza giusta causa invece di destinarli ad alleviare l’emergenza abitativa”.
Dl resto, secondo gli ultimi dati pubblicati dall’ISTAT, in Italia ci sono oltre 900mila famiglie in affitto in condizione di povertà assoluta, su cui gravano 150mila sfratti esecutivi, il 90% dei quali dovuti a morosità.
“Questo Governo si disinteressa totalmente delle persone più deboli e svantaggiate. Noi Comuni siamo costretti a nuotare controcorrente perché questo Governo, nelle sue prime mosse, ha totalmente abbandonato il problema della casa quando invece sarebbe necessario un nuovo piano casa di proporzioni paragonabili a quelle del famoso piano casa di Fanfani”.
Ma è dalla Regione che parte la più spietata analisi del senso concreto della (ad ora) cancellazione senza alternative dei fondi per affitto e morosità. “Per quanto ci riguarda – dice l”assessora alla casa Serena Spinelli – continueremo a compartecipare come sempre fatto al fondo affitti e a quello morosità incolpevole, al netto, ovviamente, della discussione in consiglio regionale del bilancio. Ma è chiaro che, venendo a mancare il sostegno centrale, sarà difficilissimo se non impossibile rispondere per quanto fatto finora si bisogni delle famiglie. Sottolineo che questo azzeramento viene attuato in un momento in cui non solo si parla di difficoltà nel pagare il canone, ma anche nel pagare le rate dei mutui, le bollette, le necessità quotidiane. Per noi sarà molto difficile continuare a cercare di dare risposte”.
Continua Spinelli: “ Si tratta di una decisione che, se confermata, sarebbe grave, con le Regioni prive degli strumenti per contenere una crisi abitativa già molto pesante. Mi unisco quindi agli appelli al Governo e al Parlamento perché in sede di discussione sulla manovra di Bilancio questa decisione venga completamente rivista”.
“In Toscana – prosegue – nel 2022 abbiamo avuto a disposizione un budget di 20 milioni di euro dal Fondo nazionale per l’integrazione canoni di locazione al quale si sono aggiunti 1,7 milioni provenienti dal bilancio regionale: grazie a questi stanziamenti i Comuni hanno potuto erogare contributi a circa 20.000 famiglie a basso reddito. Come Regione abbiamo confermato le stesse risorse anche per il 2023, per continuare a compartecipare come sempre fatto al fondo affitti e a quello per la morosità incolpevole. Ma è chiaro che, se mancherà il sostegno centrale, sarà impossibile rispondere come fin qui ai bisogni delle famiglie”.
Del resto, il tema dell’impoverimento generale conquista la scena, dati Istat in primis. E il diritto alla casa rischia di venire definitivamente travolto.