Il progetto di sorveglianza della mortalità materna, che sta partendo in Sicilia, è la seconda tappa di un percorso iniziato con lo studio sulle cause di mortalità e morbosità materna e messa a punto di modelli di sorveglianza della mortalità materna, realizzato dall'Iss fra il 2008 e il 2010 su dati degli anni precedenti, cui fra le altre Regioni ha partecipato anche la Sicilia. Lo studio ha permesso di dimostrare che le schede di morte Istat sottostimano largamente il fenomeno della mortalita' materna, e che questo presenta una forte variabilità geografica. Ora il nuovo progetto si prefigge di rilevare tutti i casi di morte materna che avvengono sul territorio delle sette Regioni coinvolte e individuarne le cause cliniche ed organizzative associate per promuoverne la prevenzione.
La mortalità materna delle donne italiane è tra le più elevate nei Paesi dell'Unione Europea, ha stabilito una recente ricerca portata a termine dell'Istituto Superiore di Sanità con il Reparto salute dell'età evolutiva e della donna. Il tasso di mortalità materna connessa al parto risulta addirittura del 63 % più alto rispetto alla media dei Paesi dell’Europa occidentale. La mortalità materna in Sicilia è molto più elevata che nelle altre Regioni partecipanti allo studio: 24,1/1000.000 nati rispetto ad una media di 11,8/100.000 nati. Un dato che è diventato il necessario punto di partenza per la riorganizzazione della rete dei punti nascita, di concerto con le società scientifiche, adeguandola a standard e linee guida nazionali e internazionali per migliorarne la sicurezza, come previsto nel Piano Sanitario 2011-2013.
Il progetto pilota ha anche un obiettivo di più ampio respiro, cioè di promuovere una cultura della trasparenza finalizzata al
miglioramento dell'assistenza e non alla colpevolizzazione dei professionisti, al fine di ridurre le morti materne evitabili e di
promuovere le buone pratiche nell'assistenza alla gravidanza. Infatti un momento fondamentale del progetto, al verificarsi di un caso di morte materna, è l'audit, ossia la riunione tra tutti i professionisti sanitari che hanno assistito la donna deceduta. Questo confronto tra pari ha la finalita' di ricostruire il percorso assistenziale per identificare le azioni utili o dannose che si sono
dimostrate rilevanti ai fini dell'esito, in modo da migliorare l'organizzazione e diffondere le buone pratiche fra gli operatori
sanitari. Nel progetto sono coinvolte tutte le strutture pubbliche e private che assistono il parto.
Foto www.donna.befan.it