Firenze – Più sicurezza alimentare per i consumatori e meno adempimenti burocratici per le imprese. Questo l’obiettivo del protocollo che è stato firmato oggi all’auditorium di Santa Apollonia a Firenze. A firmarlo due assessori della Regione, Luigi Marroni per la sanità e Gianni Salvadori per l’agroalimentare, il direttore dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana, Remo Rosati, la direttrice del Dipartimento di Scienze veterinarie dell’Università di Pisa, Daniela Gianfaldoni, i rappresentanti di tutte le associazioni rappresentative delle imprese del settore (industriali, artigianali, commerciali, consorzi ecc.) agricolo e alimentare.
La firma è avvenuta nell’ambito di un convegno intitolato “La prevenzione collettiva: bilanci, riflessioni e prospettive”. Il protocollo mira a creare un circuito virtuoso fra tutti i soggetti firmatari in modo da garantire sempre maggiore sicurezza alimentare semplificando e rendendo meno onerose le incombenze burocratiche per le imprese. “Nelle strategie dello sviluppo delle politiche e dei sistemi di Prevenzione Collettiva – si dice fra l’altro nel documento – è necessario puntare ad una profonda trasformazione dell’organizzazione della macchina burocratica, valorizzando la responsabilità dell’imprenditore, dei professionisti, degli enti accreditati e riorganizzando le strutture e le risorse della pubblica amministrazione sotto l’attenta regia del sistema pubblico”.
“La salute pubblica – sottolinea ancora il documento – è un diritto dell’individuo e della collettività, la cui tutela non può essere messa in discussione da qualsiasi interesse o necessità di carattere meramente economico o di altra natura; la possibilità di perseguire un maggiore livello di sicurezza alimentare può conciliarsi con un minore aggravio di adempimenti a cui l’impresa è tenuta nell’esercizio delle sue attività; lo scopo fondamentale di crescita delle realtà produttive e del sistema toscano è meglio perseguibile attraverso un’azione coordinata e coerente tra i vari soggetti firmatari del presente accordo e il complesso convergente delle azioni messe in campo può determinare il successo dell’intero progetto di collaborazione”.
Per mettere insieme le competenze dei vari soggetti e dare attuazione concreta agli intendimenti dell’accordo sono previsti un “comitato di coordinamento” con i rappresentanti di tutti i firmatari, di responsabili di “linee progettuali” scelti dal comitato di coordinamento e un “gruppo tecnico di lavoro” . Entro 60 giorni dalla firma del protocollo sarà preparato un progetto operativo con le linee di azione della prima annualità. La Regione Toscana, l’Istituto Zooprofilattico del Lazio e Toscana, l’Università di Pisa – Dipartimento di Scienze Veterinarie e le organizzazioni delle imprese alimentari si impegnano, in base alle rispettive competenze, a supportare l’accordo con la partecipazione dei propri rappresentanti e nella progettazione e realizzazione degli interventi. La Regione Toscana ha anche stanziato 200 mila euro per la realizzazione dei primi 2 piani operativi.
Obiettivo del protocollo è anche quello di garantire la “tracciabilità sanitaria dei prodotti”, ovvero documentare ai consumatori l’effettiva provenienza e tracciabilità sanitaria della filiera, attraverso un sistema di registrazioni sanitarie a cui possono aderire produttori, trasformatori e dettaglianti, su base volontaria, e gestito dal sistema pubblico.
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