Firenze – Due sgomberi in giornata. Ormai l’emergenza casa a Firenze fa doppietta, ma, assicura qualcuno, si arriva anche al terno e anche ben oltre. Oggi, mattinata di sgombero per l’ex-ospedale militare a Monte Oliveto, dove, fra le 11 e le 12, è già finito tutto, le forze dell’ordine che stanno murando gli ingressi e la struttura sede di un’occupazione storica passa di mano. Sgomberata senza resistenze, una volta vuota “passa” al comune di Firenze dall’attuale proprietario, vale a dire il Demanio dello Stato. Sì, perché a mettere fuori una massa di circa un centinaio di persone, con tutti i loro oggetti connessi all’abitare (valige, frigoriferi, casse, qualche utensile) c’è stato anche l’esercito italiano, naturale presenza dovuta alla particolare natura giuridica dell’immobile.
Tuttavia, il vero problema ora è il seguente: dove sistemare le persone che restano senza un tetto? A sentire il Comune, le sistemazioni sarebbero già state pianificate, anche se forse la reale consistenza di quante famiglie alloggiassero nell’immobile è stata sottovalutata. Intanto, ora comincia la girandola: due pullmann sono in attesa di recapitare il loro carico umano e di masserizie alla prossima fermata. Non solo. Da vedere anche cosa ne farà il Comune dello storico stabile. Secondo le voci più diffuse, riprendendo alcune affermazioni dell’ex-sindaco Renzi, la struttura dovrebbe rientrare fra gli immobili che il Comune ha messo in vendita. Ma la questione è ancora foriera di nuovi sviluppi.
“Mia moglie non può uscire, non ha nemmeno i vestiti con cui coprirsi”, dice il capofamiglia tenendo in braccio il suo secondo figlio di un paio d’anni, spaurito, con le lacrime agli occhi e il naso che cola. L’uomo parla solo in inglese, la lingua che conosce meglio, per essere sicuro di farsi capire. Viene dalla Nigeria, ha tre figli e sua moglie è incinta. Fanno parte di un nucleo di persone sfrattate da Sesto Fiorentino. “Vendo accendini e fazzoletti, faccio 20 euro al giorno. Volete che mi metta a vendere droga? Questo è contro la mia religione e contro i miei principi.” La moglie non vuole uscire di casa. La porta è presidiata da uomini della polizia. Un funzionario del comune spiega che le due famiglie andranno temporaneamente in una struttura nel centro di Firenze per 6 mesi, durante i quali si cercherà di trovare loro una sistemazione.
cellulari che in poco tempo si posizionano insieme agli altri agenti per accerchiare i manifestanti e impedire arrivino in Via Baracca. In fondo a Via Toscanini, di fronte alla scuola media Beato Angelico, il corteo viene fermato e invitato a tornare indietro. Una ventina di ragazzi rimane con gli striscioni al centro dell’incrocio tra Via Toscanini e Via Miccinesi: “Se ne sono accorti ora, che gli serviva questa casa”, gridano nel megafono. Prima ancora, qualche momento di tensione fra gli agenti e i manifestanti.