"I Ministri competenti intervengano con la massima urgenza presso i vertici della Seves, eccellenza industriale del mattone in vetro-cemento, per conoscere l’effettiva esistenza, nonché i contenuti, di ulteriori proposte di acquisto, oltre a quella finalizzata dal fondo tedesco Triton, che non prevedano la chiusura dello stabilimento fiorentino. L'obiettivo è di salvaguardare e rilanciare un prodotto di altissima qualità del "Made in Italy", e evitare un’ulteriore contrazione del tessuto imprenditoriale e produttivo del territorio interessato". E' quanto hanno chiesto la senatrice Rosa Maria Di Giorgi, cofirmatarie le senatrici Valeria Fedeli (Pd) e Alessia Petraglia (Sel), e l'onorevole Dario Nardella, con un'interrogazione urgente depositata sia al Senato che alla Camera dei Deputati e rivolta al Ministro dello Sviluppo Economico, Flavio Zanonato, e al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Enrico Giovannini. La cessione Seves al Fondo Triton sarà infatti tra 6-8 mesi, ma nel business plan dell'azienda non c'è futuro per la sede fiorentina, come emerso dall'incontro svoltosi ieri tra Regione Toscana, Comune di Firenze, organizzazioni sindacali di categoria e rappresentanti della proprietà, i quali hanno chiesto all’azienda di farsi carico della ricerca di un investitore per Firenze. E i sindacati, sostenuti dalle istituzioni, hanno ribadito la necessità di un Tavolo nel quale venga illustrato in dettaglio il piano e il futuro della Seves di Firenze.
"Considerato – proseguono i parlamentari fiorentini – che a inizio giugno scadranno i termini per la cassa integrazione per 96 lavoratori e da parte del gruppo non sembra esserci particolare interesse per salvaguardare lo stabilimento fiorentino, dove si producono mattoni in vetro-cemento di alta qualità, utilizzato dalle archistar in tutto il mondo, chiediamo al Governo di farsi parte attiva per capire quanto sia possibile fare a salvaguardia di questa eccellenza nazionale".
Le prospettive dello stabilimento Seves di Firenze sono state al centro della riunione convocata ieri dall’assessore alle attività produttive, lavoro formazione Gianfranco Simoncini con le organizzazioni sindacali di categoria, i rappresentanti della proprietà, l’assessore allo sviluppo economico del Comune di Firenze Sara Biagiotti e un funzionario della Provincia di Firenze. “Abbiamo preso atto – ha detto l’assessore Simoncini – delle informazioni forniteci dal rappresentante della società riguardo al percorso in atto: ovvero è stato definito e firmato un accordo per la ristrutturazione del credito fra banche, società e il Fondo Triton, percorso che dovrà portare alla cessione del gruppo in circa 6-8 mesi, dopo la conclusione di una serie di passaggi formali.
“La Regione e le istituzioni, ha proseguito Simoncini, non condividono questa decisione. Chiediamo all’azienda di farsi carico della ricerca di un investitore per Firenze – ha detto Simoncini – e, per parte nostra, ci proponiamo di sollecitare la concretizzazione delle proposte di cui eventualmente venissimo a conoscenza,mettendo gli interessati in contatto con l’azienda”.
“La Seves di Firenze non deve chiudere – ha detto l’assessore del Comune di Firenze Biagiotti – lo stabilimento rappresenta un’eccellenza della nostra manifattura, un patrimonio di professionalità e competenze di qualità al quale non possiamo rinunciare e che vogliamo resti sul territorio”.