Servizio emergenza, infermieri sul piede di guerra

L'ultimo “incredibile” provvedimento, quello che costituisce la ben nota goccia che fa traboccare il vaso, è la decisione presa  dall'Az.Usl 7 di Siena, che, con delibera del marzo 2014 firmata dal direttore generale, “esclude il personale Infermieristico dall’emergenza urgenza territoriale, prevedendo di sostituire gli infermieri oggi presenti in automedica con autista-soccorritore”, come spiega la nota del sindacato delle professioni infermieristiche Nursind.  Nel silenzio, ed è questo che fa inviperire gli infermieri, della Regione.

“Il Coordinamento Nursind Toscana, viste le recenti dichiarazioni dell’assessore al diritto alla salute della Regione Toscana Luigi Marroni e gli ultimi provvedimenti adottati dalle varie aziende sanitarie della Toscana in tema di riordino del servizio di emergenza urgenza territoriale, esprime con forza il proprio disappunto e la propria preoccupazione circa le ricadute sui professionisti e sulla cittadinanza che tali iniziative comportano”. E' questo, l'incipit della nota del rappresentante del coordinamento regionale del Nursind Giampaolo Giannoni, all'assessore regionale della Sanità, sottolineando inoltre  l'asserita volontà di evitare “accuratamente qualsiasi confronto” da parte della Regione, pur a fronte “di continui cambiamenti”.

“La Regione Toscana e l’assessore Luigi Marroni in primis, non possono continuare ad ignorare questa realtà con dichiarazioni in cui, da una parte si lascia intendere di “ascoltare” tutte le “sensibilità” , dall’altra si procede, di fatto, escludendo gli Infermieri da qualsiasi confronto. Non solo, ma a seguito dell’”allucinante” decisione presa dall’Az. USL 7 di Siena che, con delibera del Direttore Generale n° 92 del 17/03/2014 esclude il personale Infermieristico dall’emergenza urgenza territoriale, prevedendo di sostituire gli infermieri oggi presenti in automedica con autista-soccorritore, non registriamo nessun intervento della Regione Toscana che, al contrario, fornisce l’ennesima riprova di non riuscire a governare il cambiamento”.

“Auspichiamo – conclude la nota –  un immediato cambio di rotta con l’istituzione di un “osservatorio regionale permanente” in cui gli infermieri, al pari degli altri professionisti, possano contribuire a governare il cambiamento”.

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