
La ministra della Giustizia Marta Cartabia ha festeggiato il 25 aprile, festa della Liberazione, a Reggio Emilia. E nel suo intervento ha parlato dell’importanza dell’articolo 11 della Costituzione: “le parole della Costituzione, sgorgate da un vissuto, da un vissuto così doloroso e drammatico, come fu quello della guerra e della resistenza, hanno una densità che non si estingue, anzi si rigenera con il passare del tempo. Per questo quel testo che ci è stato consegnato non smette di parlare al nostro travagliato oggi”, ha detto la ministra.
E ancora: “Soffermiamoci sulla densità di questo testo”, ha detto. L’articolo contiene: “un giudizio netto sul passato: il ripudio della guerra; un obiettivo chiaro per il futuro: pace e giustizia fra le nazioni; un metodo realistico per raggiungerlo: far spazio alla relazione con gli altri Stati anche a costo di limitare ciò che per definizione è una caratteristica assoluta dello Stato, cioè la sua sovranità”.
Non poteva mancare il riferimento alla guerra in Ucraina: “Nella 77esima ricorrenza della Festa della Liberazione, libertà è una parola che assume una gravitas inedita. Oggi che le notizie dal fronte ucraino ci ricordano il prezzo e il valore della libertà, capiamo che il 25 aprile appartiene all’umanità”, ha detto Cartabia citando Norberto Bobbio. “In questo nostro drammatico tempo, in cui la guerra è alle porte, mentre le immagini di guerra che credevamo archiviate in un tragico passato tornano a scuotere le nostre coscienze – sentiamo urgere il bisogno di riscoprire lo spirito della Resistenza, lo spirito della libertà”, ha aggiunto. “Ciò che non doveva ripetersi più – ha detto in un altro passaggio – è invece tornato a insanguinare la nostra terra europea, con l’aggressione della Russia all’Ucraina, con i bombardamenti indiscriminati, con le violenze gratuite contro gli inermi, con l’odio dell’uomo all’uomo che rade al suolo quanto era stato costruito”.