Firenze – Uno studioso eminente, un filosofo capace di consegnarci riflessioni e teorizzazioni che entrano nella carne viva e nel sangue della comunità, territoriale, nazionale e universale. Si è tenuta oggi, lunedì 4 aprile, una giornata di studi, nell’Aula Magna del rettorato, in ricordo di Sergio Caruso, eminente studioso della Scuola Cesare Alfieri dell’Università di Firenze, che ha visto al centro il concetto, altamente innovatore, sviluppato dal filosofo circa la cittadinanza intesa non più solo come un insieme statico di diritti e doveri legati all’appartenenza del soggetto alla comunità politica, bensì anche come fascio di funzioni sociali. Fascio di funzioni sociali, diritti e doveri legati sempre meno all’appartenenza a una data comunità statale o territoriale, come ha sottolineato nella sua relazione il professor Pietro Costa, bensì piuttosto come diritti “naturali” radicati nella stessa esistenza umana; al di là di appartenenze territoriali, di censo, di genere o religiose o altre. Insomma, di fatto si configura la cittadinanza come diritto inalienabile e non trattabile o tanto meno limitabile dell’essere umano. Una posizione che dà ragione alle profonde ragioni illuministiche della genesi del concetto.
Nell’introdurre i lavori la rettrice Alessandra Petrucci ha ricordato il carattere multidisciplinare del lavoro di Caruso che ha aperto strade nuove alle ricerche nel campo della filosofia politica. “Caruso era un vero philosophe, aveva un atteggiamento verso il mondo da illuminista, portandolo alla nostra attenzione attraverso la riflessione critica”, ha detto Debora Spini che è stata una sua allieva.
Silvana Sciarra, giudice della Corte Costituzionale, ha sottolineato l’importanza degli studi di Caruso soprattutto in riferimento alla nuova cittadinanza europea, ribadendo che il cittadino europeo deve orientarsi verso i valori comuni che travalicano lo Stato, come la solidarietà, la parità tra uomo e donna, la leale collaborazione fra Unione e Stati membri. E tuttavia sembra di cogliere, nella relazione di Costa, una vocazione universalistica del concetto che non può essere ragionevolmente legata ad altro che alla natura stessa dell’umanità intesa nei suoi singoli componenti.
Le relazioni introduttive sono state precedute dall’intervento e dai saluti di Alessandra Petrucci, Rettrice dell’Università di Firenze, insieme con Fulvio Conti, Presidente della Scuola di Scienze politiche e sociali “Cesare Alfieri” e dal sindaco di Firenze Dario Nardella. Le relazioni introduttive sono state tenute da Debora Spini (“Il percorso intellettuale e scientifico di Sergio Caruso nelle sue principali scansioni culturali e accademiche”), Barbara Henry (“Sergio Caruso, la “levità del concetto” e la ricerca di mondi possibili) e Silvana Sciarra, con una “Introduzione alla Giornata di Studi”.
La sessione sessione mattutina ha visto gli interventi di Pietro Costa (“Cittadinanza e diritti fra ‘particolarismo’ e ‘universalismo’: un campo di tensione della modernità”), Cecilia Corsi (“La cittadinanza come politica pubblica tra ius sanguinis, ius soli e ius culturae”), Viviana Molaschi (“La cittadinanza come partecipazione tra diritto e politiche pubbliche”, con il coordinamento di Stefano Grassi. Nella sessione pomeridiana, che ha avuto inizio alle 14,30, si susseguono gli interventi di Dimitri D’Andrea (“La cittadinanza tra soggettività plurale e domanda di giustizia”), Alfio Mastropaolo (“La cittadinanza come rappresentanza politica”), Pippo Russo (“Traiettorie della cittadinanza nell’epoca della globalizzazione”, con il coordinamento di Massimo Morisi.