Se porti il Duce alla Coop

Diciamo ben la verità, di che meravigliarsi se un calendario di Benito Mussolini lo si può trovare tra gli scaffali della Coop, quando ormai del duce si vende ovunque di tutto?! A Predappio, dove il duce è sepolto, hanno fatto un luogo di culto sul quale speculano persino gli stessi amministratori di quella che dovrebbe essere la sinistra. Periodicamente qualcuno si desta dall’oltretomba e si accorge che c’è un cortocircuito morale e storico in atto, ma dopo l’iniziale sorpresa tutto va avanti come prima, peggio di prima.

L’indifferenza è il male odierno, il lasciar correre, si prova a chiudere la stalla, ma i buoi sono fuggiti da tempo. Per cui di cosa stiamo qui a meravigliarci? Qualcuno forse è al corrente che dal 1920 al 1943 a Reggio furono 85 i reggiani assassinati dai fascisti, nove uccisi alle Reggiane, sedici caddero in Spagna per difendere la Repubblica dalle orde fasciste di Franco sostenute da Hitler e da Mussolini. Si proprio quel Mussolini del calendario! Ben 214 vennero condannati dal Tribunale Speciale fascista a 1305 anni complessivi di carcere.

A 206 ammontano i reggiani confinati o internati per motivi politici, in quanto oppositori del fascismo, a 797 anni. 260 ammoniti dal fascismo a 655 anni, 196 vigilati speciali ad anni 628. Diciotto le cooperative di consumo incendiate (proprio le cooperative di consumo come la Coop di oggi che non è al corrente che tra i suoi scaffali si vendono calendari del duce). Trentadue case del popolo sciolte sempre nel reggiano e con esse 45 uffici di collocamento, 35 cooperative di lavoro con 10.225 associati e 38 amministrazioni comunali a guida socialista sciolte sempre dal fascismo. E questo sempre a Reggio Emilia tra il 1920 e il 1943. Poi venne la Resistenza ed in piazza a Reggio Emilia abbiamo un monumento con 626 nomi con le foto dei partigiani caduti per mano dei fascisti, del fascismo e di Mussolini. Si, sempre quello del calendario. Per cui di che cosa farsi meraviglia di un calendario, se tutta questa storia non ha il benché minimo peso nel presente?! Ha il sapore dell’ipocrisia piuttosto, specie nel constatare che le conquiste ottenute grazie a chi seppe sacrificarsi allora, oggi ce le stanno togliendo una ad una senza che si sollevi poi così tanto baccano: Costituzione, diritti dei lavoratori e articolo 18, licenziamento per giustificato motivo, diritto di sciopero, scuola pubblica, sanità pubblica. Se tutto questo avviene nella medesima indifferenza con la quale un calendario di un assassino, responsabile della morte di Matteotti, è esposto negli scaffali di una coop come quelle sciolte un secolo fa dal fascismo, allora non c’è più nulla di cui meravigliarsi, ma solo constatare amaramente che i morti di allora sono davvero morti per nulla.

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