Scuse e 87 euro da chi maltrattò anziani

Prato – La somma è modesta, ma è quello che poteva fare: la donna che maltrattò, insieme ad altri colleghi, gli anziani di una residenza sanitaria assistita a Narnali, Prato, è infatti disoccupata e la somma proviene dalla vendita “dell’unico bene in mio possesso”, come scrive nella lettera di scuse inviata a vittime, avvocati e parenti delle vittime, vale a dire l’auto.

La lettera di scuse e l’assegno circolare di 87 euro provengono da una dei 10 operatori rinviati a giudizio insieme a tre infermieri che restavano servizio nella struttura. Nella lettera di scuse si legge: “Con la presente preciso che la modesta somma è frutto della vendita dell’unico bene della sottoscritta, l’autovettura, poiché sono disoccupata e non ho alcuna forma di sostentamento. Chiedo perdono a lei personalmente e alla sua famiglia per quanto da me commesso pur sapendo che né le scuse né l’esigua somma possono risarcire il grave danno da me causato”. Per lei il pm ha chiesto 3 anni e 10 mesi.

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