Visti in dvd dalla poltrona:
Sconsigli per la visione, guida ai film che potete tranquillamente perdere
Runner runner, di Brad Furman.
Top star: Ben Affleck, Justin Timberlake.
USA 2013.
Genere: drammatico.
Premessa doverosa: non è un film sul podismo, come potrebbe far pensare il titolo, ma sul gioco d’azzardo e sulla malavita che vi gravita attorno: “Runner runner” da quel che abbiamo capito, è una rara combinazione vincente del poker. Ma anche un involontario monito per gli spettatori: correre correre (lontano da questo film).
Dopo essere stato truffato a poker, il datato studente universitario Justin Timberlake decide di rifarsi entrando in affari col re del gioco on line, Ben Affleck. I due da grandi amici diventeranno nemici eccetera eccetera, già visto tutto in mille salse, naturalmente con l’FBI e una donna di mezzo, che quella ci vuole sempre.
Affleck recita con la spocchia immotivata di un gregario che si ritrova caposquadra e se la tira, Timberlake è un mediano ed è già tanto che giochi titolare, non gli si può chiedere di più; i discorsi filosofico-motivazionali di Affleck e l’oscillazione continua della telecamera col passare dei minuti rendono la pellicola più emicranica che non adrenalinica.
Da ricordare c’è poco. E in effetti se nessuno ha mai sentito parlare di “Runner runner” con Affleck e Timberlake, un motivo ci sarà…
Ringrazia sentitamente il governo del Costarica, dipinto in come il paradiso della corruzione, un Paese in cui la mazzetta è d’obbligo.
Per non lasciarvi senza film per la serata:
da uno Sconsiglio a un consiglio per la visione
Top star: Ed Harris, David Duchovny.
USA 2013.
Genere: thriller.
Prima l’unica cosa che non va: troppi tecnicismi in un paio di passaggi chiave; non so voi, ma noi a scuola non abbiamo studiato biologia dei sommergibili e algebra dei sottomarini… E’ un neo, però, perché la tensione non manca di certo in questo episodio della Guerra Fredda romanzato ad hoc per la versione cinematografica: siamo nel 1968, un sottomarino russo, armato di testata nucleare, deve portare a termine un’ultima missione, ma non tutto è così semplice e soprattutto non tutti “remano” dalla stessa parte, rischiando di far scoppiare la Terza Guerra Mondiale. Ora, il fatto che la Terza Guerra Mondiale (ancora) non ci sia stata, toglie un po’ di phatos, ma il finale è davvero bello e, sui titoli di coda, viene pure la voglia di andarsi a studiare l’episodio in questione sui libri di storia (o su internet, che si fa prima).
Ed Harris è sempre un grande attore – anche se non ha il solito doppiatore – credibile pure nei panni di un russo; il tizio di X-Files con un cognome impossibile (David Duchonvy) è altrettanto in palla nel ruolo della serpe in seno. Il cocktail insomma funziona ed è completato da William Fichtener, uno di quegli attori che avete visto cento volte ma non sapreste citare un solo film, e soprattutto dall’ambiente claustrofobico del sottomarino, coprotagonista effettivo della pellicola.
