La foto di Silvana Grippi, anima della storica agenzia fiorentina Deapress, è uno dei molti esempi di cosa riesce a trasmettere questa artista della fotografia. Di origine siciliana, precisamente di Mazara del Vallo, naturalizzata fiorentina, (tutt’ora vive e lavora nel capoluogo toscano) Silvana Grippi è stata una delle protagoniste di alcuni eventi siciliani del mese, con tema il viaggio.
Studiosa e amante del Mediterraneo e del suo complesso e intricato mosaico antropologico e geografico, Silvana Grippi è stata invitata a Palermo da Marcella Croce, altra esperta del viaggiare, per partecipare con immagini scattate nel corso del suo lungo vagabondare fra le rive del Mediterraneo alla Libreria del Mare, dove ha presentato due lavori all’interno della mostra “Mediterraneo Incroci e culture” e l’altra alla Mondadori di Palermo dedicata al Sahara e al Sahel, ein particolare al popolo Saharawi di cui è da molti anni studiosa appassionata. Altra tappa, sempre tenuta nel corso del suo ultimo viaggio in Sicilia, il 10 maggio scorso a Mazara del Vallo, all’interno di un’iniziativa dedicata ai diritti del popolo saharawui, Premio Fabio e Sergio Cefalù.
Una passione per il Mediterraneo e i suoi popoli,come raccontano le sue straordinarie immagini, che ha dato i suoi frutti migliori a partire dagli anni 80. “I primi viaggi li feci in moto – racconta – in Africa, fino in Senegal, e in Asia, Medio Oriente fino all’Iran”. Perchè proprio il Mediterraneo?
“Tutto nasce da questo mare, i primi grandi viaggiatori furono i fenici, che si mossero dal Libano fino alle nostre coste e all’Africa. Mi appassiona scoprire e vedere ciò che altri occhi hanno visto. Il Mediterraneo è l’anima delle culture umane, quindi conoscere varie popolazioni e le loro radici significa riappropriarsi delle nostre pulsioni. Mi definisco un’esploratrice dei nomadi, o forse una nomade esploratrice. Vorrei andare alle radici dell’anima dei popoli mediterranei”. Ed è la modalità del viaggio quella che l’affascina: “E’ il viaggio quello che consente di toccare con mano l’anima dei popoli; è la via ciò che mi affascina, la via dei ricordi, delle testimonianze, del sale e del mare, ciò che ci conduce a capire contaminazioni culturali e antropologiche distillate da questo grande mare”.
