Firenze – La soddisfazione della Cia Toscana che vede così premiato il proprio impegno. Scarti agricoli, con il “sì” alla bruciatura si supera norma sbagliata. La norma metteva sullo stesso piano lo smaltimento delle potature agricole e la combustione illegale dei rifiuti tossici.
“Dal 1° settembre 2014 in Toscana sarà possibile bruciare gli scarti agricoli, come le potature di viti ed olivi. Viene finalmente risolto questo problema, grazie ad una modifica del testo del Decreto competitività, effettuata con legge n. 116 dell’11 agosto 2014. È consentito l’abbruciamento dei residui agricoli in piccoli cumuli ed in quantità non superiori ai 3 metri ‘steri’ al giorno (il metro è la misura lineare di una catasta di legno o ramaglia comprensivo dle vuoto di una stero si misura . Resta il divieto di abbruciamento nel periodo a rischio incendi che, per la Toscana, scadrà appunto il 31 agosto”. E’ il commento della CIA Toscana sulla modifica delle norme di abbruciamento degli scarti agricoli, recepite anche in Toscana qualche giorno fa.
Ulteriori semplificazioni del Decreto competitività riguardano i piccoli depositi di carburanti; le sanzioni amministrative in materia agroalimentare; il settore vitinicolo ed il lavoro agricolo.
Questo, insieme ad altre norme contenute nella legge, spiega la nota della CIA Toscana, è un primo passo nella direzione della semplificazione in agricoltura, auspicando che si tratti solo di un inizio. La norma sugli abbruciamenti, premia l’impegno della Cia che, insieme alle Regioni ed alle altre rappresentanze agricole, da oltre un anno si è battuta per superare una norma sbagliata, che di fatto metteva sullo stesso piano lo smaltimento delle potature agricole e la combustione illegale dei rifiuti tossici.
Oltre ai periodi di rischio incendio – precisa la Cia Toscana – resta ferma la facoltà dei comuni e delle altre autorità preposte di sospendere o vietare la combustione del materiale all’aperto in tutti i casi di rischi ambientali e per la salute pubblica.