Dalle statistiche vagliate da un organismo pubblico creato nel 2002 per riflettere sulle possibili evoluzioni del sistema sanitario (Haut conseil pour l'avenir de l'assurance-maladie), un dirigente di 35 anni può attualmente sperare di raggiungere gli 82 anni, quasi cinque in più di un operaio. Una donna quadro gli 86,7 anni, 3 di più di un'operaia. E' vero, rileva il documento, che negli ultimi 20 anni la speranza di vita è aumentata per tutte le categorie, ma lo scarto operai/dirigenti se è rimasto invariato per le donne è però lievemente aumentato per gli uomini.
Le cause? Secondo il rapporto sarebbero soprattutto malattie cardio-vascolari e il cancro. ''Il rischio di morire per un tumore, precisa il rapporto, è 1,9 volte più alto tra chi ha un basso livello culturale e chi ne ha uno più elevato''. A mietere maggiori vittime tra i meno diplomati sarebbero i cancri al polmone, esofago e laringe dovute al maggiore consumo di alcol e tabacco. Nel rapporto si sottolinea infine come la mortalità non sia legata all'accesso alle cure – la spesa media delle cure uguale per tutte le categorie socio -professionali – ma invece ''alle ineguaglianze dell'ambiente e dal modo di vita''.