La temuta colata di cemento di Idice non ci sarà. Il consiglio comunale di San Lazzaro di Savena ha approvato la delibera anti – colata voluta dal sindaco Pd Isabella Conti, a dispetto di minacce e consigli più o meno “amichevoli” che un mese fa hanno sollevato polemiche e inquietudini di non poco conto sfociando poi in un’inchiesta giudiziaria. La newtown da 582 alloggi che Coop costruzioni e privati avrebbero voluto costruire a Idice non si farà più.
La delibera che stralcia la colata dal Piano operativo comunale, è stata approvata con 21 voti favorevoli e zero contrari. Compatti i consiglieri del Pd, di Sel, i civici della lista Noi cittadini, i primi a sollevare il caso anni fa, e i tre consiglieri del M5S. Fi non ha partecipato al voto, ritenendo insufficienti le risposte dell’amministrazione sulle scelte urbanistiche meno recenti. È una decisione epocale, che manderà su tutte le furie le coop, ritenute dal Comune inaffidabili per non aver presentato in tempo le fideiussioni bancarie.
A rendere ancora più significativo l’evento ci ha pensato il presidente della Regione Stefano Bonaccini, arrivato a sorpresa in aula per abbracciare la Conti a delibera approvata. “Ho piena fiducia in quello che Isabella sta facendo – ha detto il governatore. Era giusto farle sentire il sostegno del Pd”.
Nella sala del consiglio comunale di San Lazzaro si sono anche affacciati in segno di solidarietà i candidati alla segreteria provinciale del Pd Francesco Critelli (“la Conti ha dimostrato serietà”) e Marco Lombardo, i consiglieri regionali Giuseppe Paruolo (Pd) e Giulia Gibertoni (M5S). “Abbiamo il dovere di non proseguire su una strada fallimentare – ha detto il sindaco. Il consorzio dei costruttori non ha offerto le garanzie necessarie. Se c’è un’opportunità, ora, risiede nella generazione urbana”. E poi, nell’ultimo appello prima che i consiglieri votassero, dopo avere citato Gramsci, Mattarella e Peppino Impastato: “Non siamo eroi, facciamo una scelta di buon senso. Abbiamo il dovere di dimostrare che non siamo schiavi di micragnose tattiche da quattro soldi. Non abbiamo fatto nulla di diverso di quanto annunciato in campagna elettorale”.
Ora la palla passa alle coop, che hanno già minacciato di fare causa all’amministrazione per 20 milioni di euro. E restano in piedi pure gli strascichi giudiziari della vicenda, dopo che la Conti ha denunciato le minacce subite per farla tornare indietro su suoi passi.
Intanto la Commissione parlamentare antimafia si prepara a “sbarcare” lunedì in Emilia, a Reggio Emilia e Modena, mentre nell’ambito della maxi-indagine “Aemilia” sulle infiltrazioni mafiose in Emilia-Romagna proseguono le udienze del tribunale del Riesame.