Samorì nei guai. Sequestrati terreni, case e yacht

Giampiero Samorì
Giampiero Samorì

L’imprenditore modenese Giampierò Samorì, leader del Mir (Moderati in rivoluzione) e protagonista del tentativo di scalata alla Banca Popolare dell’Emilia Romagna, è indagato per associazione a delinquere insieme ad altre 18 persone per il caso della banca Tercas che ha portato in manette l’ex direttore generale dell’istituto di credito Antonio Di Matteo.

Il Nucleo speciale di polizia valutaria della guardia di finanza ha sequestrato oltre 200 milioni di euro nell’ambito delle perquisizioni che hanno riguardato la sede centrale di Banca Tercas, alcune filiali dell’istituto e le abitazioni private di una ventina di imprenditori indagati, ritenuti collegati all’ex direttore generale Di Matteo. Secondo gli inquirenti con la compiacenza del direttore generale Antonio Di Matteo, un gruppo di imprenditori si era di fatto impadronito della Banca sostenendo fittiziamente l’istituto di credito e ottenendo finanziamenti al di fuori dei protocolli di garanzia che non venivano restituiti.

Contestualmente all’arresto di Di Matteo, il gip Passamonti ha disposto il sequestro preventivo di rapporti finanziari, partecipazioni societarie, beni immobili e mobili per un totale di quasi 200 milioni di euro. Tra questi quattro ville a Pomezia e Modena, 15 appartamenti in varie città, un attico con piscina, un outlet a Milano, 12 terreni, due imbarcazioni di pregio e sette autovetture.

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