Salute cittadini, Amato: “Manca un quadro chiaro”

Firenze – Un quadro sullo stato di salute dei cittadini. È quanto aveva chiesto la consigliera Miriam Amato (Gruppo Misto) ai sindaci dei comuni toscani, ma in pochi hanno risposto all’appello. Non più di una decina di amministratori locali, infatti, hanno fornito il report epidemiologico richiesto, mentre tutti gli altri – denuncia la Amato – “non si sono neanche curati di rispondere”, nonostante sollecitazioni e segnalazioni al difensore civico regionale protratte nei mesi. È la legge stessa ha imputare ai sindaci la responsabilità del garantire lo stato di salute della popolazione (art.13 legge 833/1978 sulla riforma sanitaria), ma quella denunciata è ben più dell’evasione di un dettato normativo. “L’ignoranza sulle loro prerogative e doveri – hanno denunciato i referenti di Medicina Democratica – è pressoché totale”. Eppure un’idea chiara sulla salute dei cittadini potrebbe essere utile anche agli amministratori, tanto per salvare vite quanto per ottimizzare le risorse economiche: fornendo dati sulla distribuzione e la frequenza delle malattie (quindi sugli indici di mortalità e sui legami tra malattia e esposizione ambientale), un referto epidemiologico può suggerire la via per una razionalizzazione dei costi, incanalando le spese più sulla prevenzione primaria o sulle cause del malanno che su terapie (spesso invasive) costose sia per il cittadino che per la comunità.

“Ho chiesto dei semplici dati – dichiara la consigliera – informazioni elementari su mortalità, ricoveri, farmaci, tossicodipendenze. Dal Comune di Firenze ha ottenuto solo un documento di sintesi (peraltro, del 2012) che avevo già letto per intero ma che non risponde ai quesiti da me posti. Ad esempio non c’è nessun riferimento alla distinzione per quartieri, per età, alla percentuale dei morti attesi e morti reali. Probabilmente l’interesse era quello di produrre una qualsiasi risposta, con dati generici sulle tipologie di maggiori malattie che determinano il decesso”. Dati comunque importanti che, fermi al palo del 2012, avrebbero dovuto far suonare campanelli d’allarme sufficienti ad un costante monitoraggio. A livello regionale la mortalità, rispetto al 2007, è cresciuta, come il consumo di farmaci o il numero di ricoveri per gravi patologie. La prima causa di morte per l’area fiorentina è dovuta a problemi circolatori, la seconda a tumori. “Vediamo che c’è un eccesso rispetto alla media regionale di tumori allo stomaco, al polmone, alla mammella proprio nell’area fiorentina”, dove anche la distribuzione delle frequenze ha qualcosa che non va. Stando ai dati regionali reperibili sull’open date di ARS, l’area fiorentina sud-est, ad esempio, registra una maggiore casistica di mortalità perinatale e infantile, mentre è l’area nord-ovest ha fornire un numero maggiore di decessi per tumore: anomalie sanitarie che dovrebbero quanto meno generare domande.”

Il lavoro svolto dalla consigliera e dagli esponenti di MD non si limita tuttavia a decrittare statistiche sui decessi o le tipologie più frequenti di patologie. “Prendiamo in esame diagnosi, ricoveri, decessi, uso dei farmaci, variazioni anomale sulla presenza di alcune patologie, percentuali di malformazioni per i neonati per un determinato territorio. Analizziamo preventivamente se una comunità vive in buona salute oppure mostra criticità. Questo darebbe la possibilità di verificare la causa di questi problemi e trovarne le soluzioni. Parlo di un uso intelligente delle risorse che già abbiamo. Non occorre niente di rivoluzionario, basta utilizzare tutte le informazioni in nostro possesso, in modo coeso e ragionato, per la salute di una comunità e non solo come utilizzo meramente statistico e per fini amministrativi ed economici, come invece già avviene.” A fine aprile si terrà un convegno sul tema. Nell’attesa, far da sé? Si direbbe di si. “Sto cercando di mettere insieme i dati trovati sui diversi siti, dall’ASL all’ARS, all’ISPO – informa Amato – ma credo che questo interesse sia innanzitutto un dovere del Sindaco”.

 

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