Alitalia e Telecom non parlernno più italiano.
E’ ufficiale l’accordo di Telefonica con Generali, Mediobanca e Intesa Sanpaolo per salire dal 46 al 66% di Telco che controlla il 22,4% di Telecom Italia e nomina la maggioranza dei membri del consiglio di amministrazione. L’intesa, dunque consegna in mani spagnole la maggioranza relativa del principale gruppo italiano di telecomunicazioni. Madrid ha inoltre l’opzione ad arrivare al 100% a partire dal prossimo primo gennaio, ma prima dovrà attendere le autorizzazioni regolamentari e antitrust da Brasile e Argentina.
In mattinata i soci italiani della holding – Mediobanca, Generali e Intesa Sanpaolo – hanno emesso un comunicato in cui spiegano l’operazione che avverrà attraverso due aumenti di capitale e un possibile acquisto delle quote degli italiani già nel 2014. “Siamo soddisfatti di aver concluso questo accordo – commenta l’ad delle Generali, Mario Greco – che è in linea con i nostri obiettivi di rafforzamento patrimoniale e che ci permette di guardare con ottimismo alla distribuzione di un dividendo soddisfacente a fine anno”.
Situazione diversa per Alitalia, ma per la compagnia di bandiera si va verso la cessione ai francesi. Air France presenterà infatti proposte per una ristrutturazione del debito di Alitalia. Lo riporta l’agenzia Bloomberg citando Les Echos, secondo il quale Air France ritiene che le necessità finanziarie di Alitalia non sono colossali.
“Per limitare i rischi, Air France-Klm sarebbe pronta a partecipare a una ricapitalizzazione di Alitalia e ad acquistare i titoli che non trovano acquirenti, in modo da assicurarsi il controllo della compagnia ma senza passare la soglia del 50%, al fine di non dover consolidare il debito di Alitalia” afferma Les Echos citando alcune fonti, secondo le quali la proposta sarebbe accompagnata da condizioni precisa in termini di ristrutturazione del debito. Non si tratterebbe di cancellare il debito ma di renderlo più sopportabile. Sugli 1,1 miliardi di euro di debito, due terzi sono legati all’acquisto di aerei e – mette in evidenza Les Echos – potrebbero essere rinegoziati a condizioni più favorevoli nel quadro di un’integrazione in seno a Air France-Klm. Una tale revisione implicherà la revisione degli accordi conclusi nel 2008 con la società AP Fleet di Carlo Toto, con base in Irlanda, divenuta il maggiore fornitore di aerei Alitalia.